Il Pugilatore a riposo è tornato a Roma, aspetta visitatori

Il Pugilatore a riposo è tornato a Roma, aspetta visitatori

Dopo un tour di due mesi, a Francoforte prima, al Met di New York poi, il Pugilatore in riposo di Palazzo Massimo, ieri mattina è stato ricollocato al suo posto. In migliaia hanno ammirato questo capolavoro dell’arte antica, in un mese al Metropolitan lo hanno visto in quasi centomila, e adesso, ritroverà a Roma un pubblico alla sua altezza?


Vogliamo dedicare il rientro della straordinaria scultura al pugile Emile Griffith, morto ieri in America in condizioni di povertà, celebre in Italia per tre incontri con Nino Benvenuti”, ha detto la direttrice del museo di Palazzo Massimo, Rita Paris, durante le laboriose e operazioni di ricollocazione della statua al suo posto nel museo.

Come riferito dalla direttrice all’Adnkronos, il trasporto è stato piuttosto complesso e ha richiesto due triple casse, una per il sedile di roccia, e una per la scultura in bronzo che, malgrado l’età (2500 anni) si presenta in ottima “forma”. “L’opera è stata vigilata costantemente da accompagnatori speciali. – ha spiegato Paris – E’ importante che opere come questa possano andare in giro ed essere viste anche fuori dall’Italia, ma adesso siamo contenti che sia ritornata qui, dove i visitatori del Museo hanno sentito la sua mancanza, e dove credo che resterà per un bel po‘”.

 

 

La statua fu scavata a Roma nel 1885 sul versante sud del colle Quirinale vicino alle antiche Terme di Costantino, dove si pensa fosse esposta in antichità. La scultura fu sepolta intenzionalmente, forse per preservarla dalle invasioni barbariche che hanno devastato Roma nel V secolo dC . Il pugile allampanato colto in un momento di riposo, dopo un incontro, ha spalle larghe e indossa guanti straordinariamente dettagliati che lo identificano come boxeur. Le molte ferite alla testa sono coerenti con le antiche tecniche di boxe, dove la testa era l’obiettivo principale. Gli intarsi in rame, con l’indicazione del sangue, aumentano l’effetto realistico. Occhio destro del pugile è gonfio, il naso è rotto, respira attraverso la bocca, probabilmente perché le sue narici sono bloccate. Le sue labbra sfregiate sono infossate, suggerendo la mancanza di alcuni denti. Le orecchie, gonfie dai colpi, indicano una possibile perdita di udito. Gocce di sangue dalle ferite della testa colavano lungo il braccio destro e la gamba. Il consumo della superficie sul piede e le mani suggerisce che sono stati toccati frequentemente nell’antichità, forse come segno di venerazione.

Poiché l’iconografia è legata al statue di Eracle scolpite da Lisippo nel IV secolo aC, il pugile a riposo potrebbe essere stato scolpito con lo scopo di celebrare un mitico pugile, una star dei ring dell’antichità, glorificato per la sua resistenza e coraggio. Gli studiosi hanno a lungo dibattuto sulla sua datazione, collocando questo capolavoro di età ellenistica a partire dalla metà del IV secolo aC alla metà del primo secolo aC. Quel che è fin troppo chiaro è che si tratta di un’opera eccezionale. (g.m)





COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto