“Il futuro dell’Arte in Italia”. Quale futuro, scusi?

“Il futuro dell’Arte in Italia”. Quale futuro, scusi?

Italia la provinciale, incapace di affermare nuovi linguaggi e artisticamente al traino degli altri. In breve: Italia vecchia, anzi ammuffita….


Italia la provinciale, incapace di affermare nuovi linguaggi e artisticamente al traino degli altri. In breve: Italia vecchia, anzi ammuffita. Sorprende?

L’Italia di prossimi anni sarà <<un paese artisticamente vivace, ma ancora marginale nel panorama mondiale: le tendenze artistiche del nostro Paese verranno influenzate dalle correnti internazionali e la produzione italiana all’estero sarà ancora condannata ad un ruolo di secondo piano. A livello mondiale, il futuro dell’arte contemporanea appare contrassegnato da nuove tendenze: un maggiore rigore con un ritorno alle tematiche sociali, una compresenza di linguaggi e forme espressive diverse, un rapporto sempre più stretto tra arti visive e altri generi, una più massiccia presenza del privato quale sponsor delle maggiori istituzioni, una ricerca e utilizzazione di tecnologie sofisticate che porterà ad una sempre maggiore specializzazione del lavoro, una crescente importanza di figure quali esperti di marketing, pubbliche relazioni e comunicazione accanto a quelle curatoriali. Secondo gli esperti, inoltre, l’affacciarsi nel mercato di nuovi Paesi con grande potenziale economico che non si limiteranno ad agire come spettatori, cambierà profondamente le modalità con cui verrà fruita l’arte contemporanea nei prossimi anni>>. E’ la sintesi della ricerca “Il futuro delle arti visive contemporanee in Italia” , promossa dal Premio Terna 02 e realizzata da S3 Studium con il coordinamento del sociologo Domenico De Masi. Ricerca che verrà presentata domani al Ravello Festival, nella cornice di Villa Rufolo. A commentare la riceca numerosi esperti di primo piano, dal critico Achille Bonito Oliva alla gallerista Claudia Gian Ferrari, e poi Rocco Orlacchio, collezionista, Michele Trimarchi, professore di innovazione ed organizzazione della Cultura e delle Arti, Valentina Valentini, docente di Teoriche dell’immagine elettronica per lo spettacolo, Mirta D’Argenzio, art advisor e Fulvio Carmagnola, professore di Estetica.

Dalla ricerca emerge insomma che c’è un bel po’ da piangere per i cultori dell’arte contemporanea che hanno a cuore le sorti creative del Belpaese e se effettivamente l’indagine sociale porta ai risultati di cui sopra, il futuro resta per gran parte imperscrutabile perchè quando si parla di arte si tratta con gli uomini e l’effetto sorpresa è sempre dietro l’angolo. E’ accaduto, nel passato, che in momenti politicamente e socialmente difficili, siano germogliati magnifici fiori; è accaduto, nel passato, che la genialità di un solo artista aprisse ad altri nuove visioni sulle quali lavorare; è accaduto, nel passato, che gli italiani riuscissero a dare il meglio di sè quando si trovavano con le spalle al muro. Sembra eccessivo dirlo, ma è in questo che confidiamo. (AD)





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