I colori di Ercolano raccolti in un libro

I colori di Ercolano raccolti in un libro

Un book fotografico esalta le antichità ercolanesi


Non si ferma l’intesa attività di studio che ad Ercolano sta vivendo un periodo particolarmente vivace, soprattutto da quando, poco più di dieci anni fa, prese avvio l’Herculaneum Conservation Project, un programma di conservazione e valorizzazione ideato e finanziato dal Packard Humanities Institute, e attuato in sinergia con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e con la British School at Rome.

I risultati ottenuti in questi anni dall’Herculaneum Project sono stati raccolti in un testo curato da Maria Paola Guidobaldi e Domenico Esposito dal titolo Ercolano, colori da una città sepolta, corredato da un’ampia sezione fotografica, una cui selezione è esposta, fino al prossimo 15 giugno, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

ercolano

La consultazione del volume, arricchito dalle splendide immagini del sito antico, rende la visita alla mostra un’esperienza viva ed estremamente reale, al punto da avere l’impressione di camminare tra gli autentici resti di Ercolano.

In particolare, le fotografie, opera di Luciano Pedicini, evidenziano particolari che rischierebbero di sfuggire alla semplice osservazione.

L’ottima qualità estetica dell’apparato di immagini e fotografie ovviamente non sostituiscono la visita al sito, ma l’intento è al contrario proprio quello di invogliare i lettori a conoscere di persona le meraviglie dell’area archeologica ercolanese, la cui risistemazione, con l’accurato restauro delle strutture antiche (a differenza purtroppo di Pompei), rappresentano il risultato più grande ottenuto dall’impegno del Packard Institute e dagli studiosi italiani.

Nella ricostruzione storica ed archeologica effettuata da Guidobaldi ed Esposito, si legge che la città sorgeva in una posizione incantevole, sulla cima di un promontorio a picco sul mare.

Fu uno dei centri costieri prediletti dalle classi sociali altolocate sia come dimora principale che secondaria. L’elevato status sociale di molti degli abitanti dell’epoca è testimoniato dalla raffinatezza delle architetture e delle decorazioni che ornano molti degli edifici, messi in luce nel corso dei secoli dallo strato di cenere e lapilli steso dal Vesuvio quasi 2000 anni fa.

Tra questi è sufficiente ricordare i più significativi: la Casa Sannitica, la Casa dei Cervi, e quelle definite rispettivamente “dell’Atrio a Mosaico” e “del Tramezzo di Legno”. Strutture che ci restituiscono un’immagine straordinaria e vivida dell’antica Ercolano, immortalate nelle fotografie attualmente in mostra. (m.t.)





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