Guido Harari: Vinicio & Tom, la mostra a Milano e Alba

Guido Harari: Vinicio & Tom, la mostra a Milano e Alba

Il fotografo del rock ha inaugurato una mostra di ritratti dedicata ai due artisti Capossela e Waits.


Guido Harari ha inaugurato a Milano loscroso 22 novembre una mostra dedicata ai due artisti che danno il titolo all’esposizione: Vincio Capossela e Tom Waits visti con i suoi occhi, gli occhi del fotografo del rock. I suoi ritratti prediligono il bianco e nero e soprattutto amano immortalare momenti inconsueti e interessanti. Della foto di Waits che corre con indosso un grande mantello, il fotografo racconta:

“…è stato fissato al muro un gran telo nero a mo’ di fondale e Silvio (assistente del mio amico fotografo Claude Gassian) sta già reggendo due flash Norman collegati con un cavo alla macchina fotografica. Siamo ancora in piena era analogica e Gassian scatta in pellicola. Quando esaurisce il primo rullino, gli tocca far tutto da sé – riavvolgere la pellicola e ricaricare la macchina – visto che Silvio non può posare a terra i flash. Mortalmente annoiato, Waits nota il fondale e in un baleno lo strappa facendoselo volteggiare attorno come un mantello. Gassian è in tilt, impossibilitato a fotografare la scena e io non mi faccio certo scrupoli: comincio a mitragliare Waits che, finalmente divertito dal piccolo pandemonio, si mette a correre in lungo e in largo per il cortile. Mi butto al suo inseguimento, scattando a raffica. Il mantello vive di vita propria e Waits pare un coleottero in acido. A fine corsa so di avere lo scatto mitico che agognavo. Gassian non può che annaspare stralunato sul finale e raccattare poche briciole del coup de théâtre improvvisato da Waits che, forse suggestionato da una comparsata nel Dracula di Coppola, si rannicchia in un angolo, vestito del suo mantello e di un ghigno beffardo”.

Dal 22 novembre al 9 dicembre alla Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano e dal 30 novembre al 20 gennaio alla Wall of Sound Gallery di Alba, dunque, avrete modo di assistere a un’interessantissima mostra fotografica di Guido Harari, e contemporaneamente verranno presentati anche due volumi editi da TEA dedicati ai due artisti, con immagini inedite e aneddoti curiosi. La mostra vuole entrare nell’anima e della personalità dei due musicisti, fornendo uno spaccato unico sulle loro vite e sul loro modo di approcciarsi alla musica.

 

 

E sui ritratti di Vinicio Capossela, ecco cosa racconta  Harari:

Le mie prime fotografie di Vinicio risalgono al 1995. Raccontano ancora un’epoca di innocenza e di trasformazione, un passo oltre il terzo disco Camera a sud e un attimo prima del Ballo di San Vito. All’orizzonte c’è già il cantastorie “balcanizzato”, innamorato delle pellicole di Kusturica e del folclore gitano, ma le sue performance dal vivo sanno ancora di intimismo da balera, di canzoni che devono più a Paolo Conte che a Tom Waits, e nulla lascia presagire ancora il rutilante e circense caravanserraglio in cui Vinicio presto mescolerà Tod Browning, Melville e Barnum. Prevale su tutto l’idea del viaggio, il miraggio di uno, mille, centomila altrove da esplorare, “proprio come facevano una volta i pellegrini”, dice lui. “Partire è il primo passo per imbattersi in un’occasione e in un incontro che possono far nascere un testo o una sonorità speciali. Sono le persone e i luoghi inaspettati che mi aiutano a crescere e creare””.





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