Grandi mostre: “Restituzioni”, capolavori ritrovati. A Napoli

Grandi mostre: “Restituzioni”, capolavori ritrovati. A Napoli

Restituzioni, la grande mostra della primavera napoletana, fino al 9 luglio 2013 tra il Museo di Capodimonte e le Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano


Oltre 250 tesori d’arte per una mostra in due sedi che attraversa 1200 anni d’arte ridando alla fruibilità capolavori restaurati nel biennio passato dal progetto “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo. Un percorso che da palazzo Zevallos di Stigliano (che è una delle sedi delle Gallerie d’Italia, il circuito museale di Intesa – Sanpaolo) conduce alla magnificenza del museo di Capodimonte, che ha visto nell’ambito di Restituzioni il restauro del Trittico con le Storie della Passione (foto di testa), straordinario rilievo in alabastro di manifattura inglese del ‘400. Un monumento (è largo più di tre metri per un metro e mezzo di altezza) scolpito nella pietra tenerissima e quasi trasparente. Giunto a Capodimonte a fine ‘800, in arrivo dalla meravigliosa chiesa napoletana di San Giovanni a Carbonara (pantheon degli ultimi Angiò e di Ladislao Durazzo), il trittico è incorniciato in un supporto ligneo di fattura raffinatissima: tra fregi intagliati, iscrizioni gotiche, dorature, vetri églomisés. Giunto a noi in ottimo stato di conservazione, il restauro del supporto ligneo e l’opera di ripulitura delle vernici e della pietra ne hanno restituito il pieno splendore. A Capodimonte il Trittico in alabastro è certo il “pezzo” di maggior richiamo ma tra le opere d’arte antica e moderna presentate  merita uno sguardo approfondito anche il Sarcofago antropide di Mes-Isis (figlio di Iside) in arrivo dal museo Archeologico di Bologna.

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A palazzo Zevallos Stigliano, intanto, sono messi a confronto importanti reperti archeologici provenienti dall’antica Daunia, insieme agli importanti reperti del museo archeologico di Napoli. Trait-d’union tra antico e moderno è un pezzo unico nella storia dell’arte: una scultura in rame e bronzo di Antonio Canova, raffigurante una Testa di Medusa e proveniente dal museo di Bassano del Grappa.

 

Tra chiese e musei del cuore antico di Napoli, la mostra prosegue presentando alcune delle opere restaurate negli anni passati nell’ambito dello stesso progetto: lungo il decumano superiore, nella chiesa dei santi Apostoli sono esposti nella loro ubicazione originaria i quattro dipinti su rame con le Virtù di Francesco Solimena che ornano l’altare Pignatelli (Restituzioni 2013); al museo Diocesano, sono visibili la Stauroteca di San Leonzio e il Ritratto funerario dell’Arcivescovo Uberto d’Ormont (Restituzioni 2008); la Cappella del Tesoro di San Gennaro, si presenta con gli affreschi della cupola del Paradiso (Lanfranco) restaurati nel ‘96 e nella Sacrestia – che si trova all’interno del percorso del museo del Tesoro di San Gennaro – si può ammirare il Busto-reliquiario di San Gennaro, capolavoro di orafi francesi attivi alla corte angioina di Napoli (Restituzioni 2008). Sempre nel museo del Tesoro sono conservati il Reliquiario del sangue di San Gennaro (Restituzioni 2008) e la statua dell’Arcangelo Michele (Restituzioni 2011).

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 Nota pratica, tra le due sedi principali (Capodimonte – Palazzo Zevallos di Stigliano) è attivo un servizio di navetta gratuito, le altre sedi, invece, sono tutte raggiungibili con una piacevole passeggiata nel centro antico di Napoli.

La mostra, curata e promossa da Intesa Sanpaolo, è organizzata in partnership con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico, artistico ed etno-antropologico e per il Polo museale della città di Napoli, e si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del patrocinio del Comune di Napoli e della collaborazione dell’Associazione Amici di Capodimonte. La curatela scientifica è di Carlo Bertelli e Giorgio Bonsanti.

 

Tutte le informazioni su: www.restituzioni.com.

(a.d)

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