Grandi mostre. Le donne “liberate” di Picasso, Beckmann e de Kooning. A Monaco

Grandi mostre. Le donne “liberate” di Picasso, Beckmann e de Kooning. A Monaco

DONNE. PABLO PICASSO, MAX BECKMANN, WILLEM DE KOONING è la mostra ospitata alla Pinakothek der Moderne di Monaco di Baviera (Germania), fino al 15 luglio. Cento opere di tre dei massimi artisti del ‘900 afflitti da una certa ossessione virile (quando non si tratta di machismo) per raccontare – secondo le intenzioni dei curatori – come la loro arte abbia cambiato l’idea della donna nel secolo breve.


Questa mostra storica getta nuova luce sul lavoro di Beckmann, Picasso e de Kooning, esplorando il ruolo attribuito alle donne nella loro arte. – si legge in un comunicato – L’esposizione mette da parte i cliché familiari sulle vite private degli artisti e sulle loro relazioni con le donne per consentire un’analisi più spassionata della figura femminile come oggetto del loro lavoro. In tal modo, le donne diventano più che semplici proiezioni di fantasie e desideri maschili e invece assumono un significato straordinario. Nel lavoro di Picasso, per esempio, le donne spesso agiscono come uno specchio dei problemi e dei tumulti del suo tempo, mentre nel lavoro di Beckmann la figura femminile sembra rappresentare la libertà ultraterrena che contrasta con le dure realtà del mondo che lo circonda”. La curatrice, Carla Schulz-Hoffmann spiega: “A differenza delle interpretazioni della storia dell’arte, le opere di Picasso, Beckmann e de Kooning rappresentano donne libere ed emancipate. Le loro opere mostrano il potere dell’arte, provocano e lo fanno ancora oggi che le immagini pornografiche sono parte della nostra cultura visiva. Ciò significa che le opere ci raggiungono ad un livello più profondo e mostrano la forza dell’arte“.

Per sostenere la sua posizione, il museo di Monaco prendendo anche a prestito opere provenienti dal MoMA di New York, dal Centro Pompidou di Parigi, dalla Tate Modern di Londra e dalla National Gallery of Australia passa in rassegna alcuni dei più famosi dipinti dei tre artisti. Come Donne, una serie di ritratti che De Kooning realizzò nei primi anni Cinquanta, densi di erotismo e aggressività. “Perché ritraggo donne? Credo che sia perchè non lo sono. Non c’è molta differenza tra un uomo e una donna quando si dipinge“, disse De Kooning cercando di sgonfiare la polemica sulla sua opera, considerata scandalosa.

E scandalosa era La pisseuse, del 1965 opera in cui Picasso ritrasse la sua seconda moglie, Jacqueline Roque, mentre urinava. Nel corso delle cinque sezioni, la mostra propone una sorta di percorso sentimentale del cubista, passando dalle forme voluttuose di Fernande Olivier ricreate in Driade (1908) ai colori squillanti della Donna con carciofi (1941 ), uno dei celebri ritratti di Dora Maar.

Meno esplicito, ma conoscendone la storia non meno forte Quappi en rosa, il più famoso dei ritratti che Beckmann realizzò  negli anni ’30 alla moglie, Quappi Von Kaulbach. L’artista tedesco nasconde la sua polemica nel maquillage, nelle lunghe unghie laccate, nella sigaretta che la donna tiene tra le dita. Una signora decisamente troppo emancipata per il suo contesto: la Germania nazista.

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