Grandi mostre. “La fuga in Egitto” di Tiziano presto a Venezia

Grandi mostre. “La fuga in Egitto” di Tiziano presto a Venezia

Arriva a giorni, a Venezia, alle Gallerie dell’Accademia, il dipinto di Tiziano, la sua prima grande opera, direttamente dalla Russia. Dopo 12 anni di restauri ecco che “La fuga in Egitto” lascia Pietroburgo – per la verità dopo il restauro era stata esposta in Inghilterra – per accasarsi, sino alla fine dell’anno, nella sua “casa”. Faranno degna cornice altre venti opere di pittori veneti


Ritorna dal 28 prossimo ad emozionare i visitatori (dopo 12 anni di restauri – al museo Ermitage -) il primo capolavoro di Tiziano “La Fuga in Egitto”.
E’ la prima volta che lascia la Russia in 250 anni e i veneziani e quanti hanno il desiderio di gustarselo potranno ammirarlo a Venezia alle Gallerie dell’Accademia in una grande mostra.

Dopo i lunghi restauri riemergono i colori, la luce, i particolari, la forza rivoluzionaria dell’opera con cui Tiziano nel 1507 scopre la natura in pittura.
L’esposizione – alla quale s’accompagna una mostra sui pittori veneti – è stata resa possibile grazie ad un accordo internazionale tra il Museo Statale Ermitage e la Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico e per il Polo museale della città di Venezia nonchè dei comuni della Gronda lagunare, la National Gallery di Londra e la Fondazione Ermitage Italia per consentire che l’opera, (204 × 324 centimetri) potesse tornare – dopo quasi 250 anni – in Italia, nella sua Venezia, in un’esposizione irripetibile dal 29 agosto al 2 dicembre 2012.

Esposta a Londra subito dopo il restauro, La Fuga in Egitto giungerà direttamente dall’Inghilterra alle Gallerie, dove sarà il fulcro di una mostra preziosa che avvicina al dipinto venti opere dei grandi maestri veneti che, tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento, hanno contribuito a innovare lo sguardo sulla natura (Bellini, Giorgione, Sebastiano del Piombo, Lotto, tra gli altri), per poi rientrare all’Ermitage da dove, hanno già annunciato, sarà impossibile possa allontanarsi in futuro.

Occasione, dunque, irripetibile per ammirare il grandioso paesaggio, non solo nel panorama della pittura veneziana degli inizi del XVI secolo – realizzato nel formato del tradizionale telero – ma di tutta la pittura italiana del tempo e per cogliere, grazie alle suggestioni e ai confronti proposti nella mostra curata da Giuseppe Pavanello e Irina Artemieva, l’elemento specifico e innovativo della visione paesistica di Tiziano, la sua natura “fremente” e vita che diventa tutt’uno con la figura umana, grazie alla pittura: colore, luce, ombra, atmosfera.

Grance iniziativa promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare, dal Museo Statale Ermitage, dal Comune di Venezia e dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, in collaborazione con la National Gallery di Londra e con la Fondazione Ermitage Italia, l’esposizione alle Gallerie dell’Accademia, prodotta da Venezia Accademia e Villaggio Globale International (catalogo Marsilio), entra dunque nel vivo del nuovo modo di intendere il paesaggio e il rapporto tra uomo e natura non solo grazie al capolavoro tizianesco, che ha lasciato per la prima volta la Russia dal 1768, ma in forza anche delle sceltissime opere che
nell’occassione gli verranno affiancate: dall’Allegoria sacra (ora agli Uffizi) di Giovanni Bellini alla Tempesta e al Tramonto di Giorgione, rispettivamente delle Gallerie dell’Accademia di Venezia e della National Gallery di Londra; dal San Girolamo di Cima da Conegliano della Galleria Palatina, all’analogo soggetto raffigurato da Lorenzo Lotto e prestato da Castel Sant’Angelo; dalla Nascita e dalla Morte di Adone di Sebastiano del Piombo (Museo Civico Amedeo Lia, La Spezia) fino alla Fuga in Egitto di Albrecht Dürer e ai trittici di Santa Liberata e degli Eremiti di Hieronymus Bosch. (gm)

Tiziano, Fuga in Egitto




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