Grandi mostre: Kazimir Malevic a Londra

Grandi mostre: Kazimir Malevic a Londra

Malevich: Revolutionary of Russian Art apre il 16 luglio alla Tate Modern di Londra una delle più complete retrospettive mai dedicate all’arte e al pensiero dell’uomo che rivoluzionò l’arte. Allestita fino al 26 ottobre 2014, la mostra è curata da Borchardt-Hume, e Iria Candela con Fiontan Moran e si avvale dei prestiti di alcune delle collezioni più importanti al mondo


Kazimir Malevič (1878-1935) fu una figura radicale, misteriosa e molto influente nell’arte moderna, che ha avuto in sorte di vivere e lavorare in uno dei periodi più turbolenti della storia del Ventesimo secolo.
Diventato maggiorenne nella Russia zarista, Malevič ha assistito in prima persona alla Rivoluzione d’Ottobre. E rivoluzionaria è stata la sua pittura, approdata  all’invenzione cataclismatica del suprematismo, un linguaggio visivo audace fatto di forme geometriche astratte e colori forti, sintetizzati dal Quadrato nero. Un gesto definitivo e radicale, rivelato al mondo dopo mesi di segretezza e tenuto nascosto ancora per quasi mezzo secolo dopo la morte del suo creatore. Oggi quell’invenzione siede alla pari dei “readymade” di Duchamp come un momento che cambia il gioco dell’arte del XX secolo, continuando ad ispirare e a confondere gli spettatori di oggi, è l’altra Rivoluzione russa, che nasceva negli stessi momenti.

A partire dai primi dipinti di paesaggi, lavoratori agricoli e scene religiose, la mostra della Tate accompagna il visitatore nel viaggio di Malevič verso la pittura astratta e le sue iconiche composizioni suprematiste. Chicche assolute in mostra sono quasi tutti i dipinti superstiti della leggendaria mostra 0.10; l’esposizione futurista che si tenne a Pietroburgo nel 1915, segnando l’esordio ufficiale del Suprematismo. In quella occasione Malevic espose il Quadrato Nero, il primo dipinto completamente non-rappresentativo. Più forte dei capolavori cubisti di Picasso e delle tele astratte di Kandinsky, il Quadrato Nero rivoltò le ipotesi convenzionali sull’arte finendo per diventare la sua opera più famosa, e forse, l’opera più importante del Secolo scorso.

La mostra londinese esplorerà poi il coinvolgimento di Malevič nell’architettura e nel teatro, seguendo, infine, il suo abbandono temporaneo della pittura a favore dell’insegnamento e della scrittura, e il suo ritorno – molto discusso – alla pittura figurativa nella vita adulta.  Il lavoro di Malevič, e la sua vita (che consigliamo di approfondire), raccontano dunque una storia affascinante: il sogno di un nuovo ordine sociale, i successi e le insidie ​​degli ideali rivoluzionari, l’adesione al nuovo ordine, l’utopia e le contraddizioni fatali, lo scontro col regime stalinista, e infine, il potere dell’arte stessa. Che è potere d’incidere sul futuro, come la politica. www.tate.org

 





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