Grandi mostre d’estate. Claude Monet a Martigny | Foto

Grandi mostre d’estate. Claude Monet a Martigny | Foto

“Claude Monet nel museo Marmottan e nelle collezioni svizzere”, fino al 20 novembre alla Fondazione Pierre Gianadda di Martigny. Le…


Claude Monet nel museo Marmottan e nelle collezioni svizzere”, fino al 20 novembre alla Fondazione Pierre Gianadda di Martigny.

Le star della pittura sono sempre e ancora loro: gli impressionisti, i collezionisti si contendono in aste sempre plurimilionarie il “poco” che è rimasto in giro, le mostre allestite nel mondo  sono sempre un successo – costose ma certe nel ritorno economico – e il pubblico plaude, rassicurato e con la luce negli occhi.

Il padre degli impressionisti, il più impressionista degli impressionisti, l’anticipatore dell’astrattismo, Claude Monet è di scena a Martigny, in quel museo che è uno dei più visitati di tutta la Svizzera, e dove accanto alle esposizioni permanenti (Musei dell’automobile e archeologico gallo-romano, Parco delle sculture e Cour Chagall), con regolarità vengono allestite importanti esposizioni temporanee.

Accanto ad oltre settanta dipinti in arrivo dal Marmottan (sono 26 quelli arrivo dal museo parigino che è la più grande collezione al mondo di dipinti di Claude Monet) e da importanti istituzioni elvetiche e da collezioni private. Come mostra collaterale una selezione di 45 stampe giapponesi della raccolta dell’artista in prestito dalla Fondation Claude Monet a Giverny.

Claude Monet ne raccolse 231, xilografie incise su lastre di ciliegio a rappresentare l’effimero, l’attimo fuggente, gioioso o doloroso che i giapponesi chiamano “Ukyio-e”.  Quel qualcosa d’indefinito e universale che Monet cercò per sempre, trovandolo negli ultimi decenni della sua vita nel giardino della casa di Giverny, nei riverberi dello stagno delle ninfee, nello stormire del vento tra le foglie.
La mostra offre al pubblico un viaggio che ricostruisce la realtà di quella pittura della luce a cui l’artista sottopose infinite variazioni. È anche un invito allo studio della natura, dei paesaggi, anche quelli urbani,  in una realtà catturata dal pittore nei suoi aspetti più fugaci. Il percorso è un’ampia panoramica nei temi principali del lavoro di Monet, temi che ricorreranno un’infinità di volte:  Argenteuil, Vetheuil, il paesaggio olandese,  i covoni, la cattedrale di Rouen, i paesaggi di Londra e di Bordighera, i pioppi.

L’approdo è all’ossessione degli ultimi anni di Monet: le ninfee e Il ponte giapponese . Un tour pittorico che si offre anche come una passeggiata sulle orme delle mete scelte dall’artista: Giverny, le rive della Senna, le coste della Normandia, della Bretagna e dell’Italia.

Un viaggio lieve che ci racconta che mai soffio fu meno fugace di quello lasciato da Monet sulla tela.

DAL MARMOTTAN

 

 

DALLE COLLEZIONI ELVETICHE





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