Grandi mostre, Cima da Conegliano alla conquista di Parigi

Grandi mostre, Cima da Conegliano alla conquista di Parigi

Cima da Conegliano un maestro che ha illuminato il Rinascimento italiano prima di cadere ingiustamente dimenticato, una mostra a Parigi ne porta il genio alla ribalta internazionale.


CIMA DA CONEGLIANO, MAESTRO DEL RINASCIMENTO VENEZIANO“, musée du Luxembourg – Parigi, fino al 15 luglio (www.museeduluxembourg.fr). Curata da Giovanni Carlo Federico Villa, la grande mostra segue quella organizzata due anni fa a Conegliano Veneto, luogo di nascita dell’artista dallo stesso curatore. L’esposizione parigina è organizzata dalla Riunione dei Musei Nazionali – Grand Palais, in collaborazione con Artematica.

San Sebastiano - Cima da Conegliano Strasbourg, Musée des Beaux arts © Musée des Beaux-Arts de Strasbourg, photo M. Bertola

 

Quando si parla di Rinascimento italiano vengono in mente Firenze, Roma, l’Umbria. Richiede uno sforzo maggiore associare al periodo la città di Venezia. Eppure, sin dall’inizio del Quattrocento, la scuola veneziana, guidata da Gentile da Fabriano, ebbe modo d’imporre al mondo la propria originale visione.

La profonda influenza cristiana, meno soggetta al mito  dell’antichità, ancora piena di suggestioni bizantine e pronta a favorire la sensualità del colore e della luce al disegno, privilegiato dai fiorentini. E se in quest’ambito le opere piene di carnalità di Bellini e di Giorgione sono note al vasto pubblico internazionale, Giovanni Battista Cima da Conegliano resta per molti versi ancora poco conosciuto.

La sua stessa vita è immersa nel mistero. Dei suoi primi trent’anni, sappiamo poco. Era nato nel 1459 a Conegliano, oggi provincia di Treviso, e morì nel 1517. Figlio e nipote di tessitori, la prima data conosciuta e provata nella sua vita d’artista appare ne la Vergine e il Bambino tra San Girolamo e San Giacomo Apostolo, che dipinse per la chiesa di San Bartolomeo a Vicenza, ed è firmata “Baptista de Joanes Coneglano fecit / 1489. adi Primo Mazo“.

Prima, non c’è niente. Della sua formazione della prima ora sappiamo ben poco, certo fu influenzato da Antonello da Messina e da Giovanni Bellini. E quando si trasferì a Venezia si riuscì presto a imporre, nonostante la numerosa concorrenza.

Quando, alla fine del XV secolo, la città era uno dei punti di riferimento più importanti del Rinascimento italiano, le sue opere erano apprezzate e ricercate da una clientela esigente. Considerato in tutto il Veneto, come il maestro della pittura devozionale troverà ammiratori nello stesso Bellini e in Dürer e nei maestri della generazione successiva, come Lorenzo Lotto, Tiziano Vecellio, Giorgione, Sebastiano del Piombo.

Minuziosità del disegno, padronanza della tecnica della pittura ad olio (relativamente nuova all’epoca), un’  intensità straordinaria nella gamma dei colori, talvolta caldi e profondi, altre freddi e luminosi, sempre saturi. Cima era un virtuoso di straordinaria precisione: dalla cesellatura di un gioiello alla tessitura di un drappeggio, alla narrazione delle meraviglie naturali sapeva essere didascalico e poetico; da vero innovatore amava mescolare elementi della natura e dell’architettura, amava le asimmetrie e gli spazi liberi incorniciati da montagne e colline dei suoi paesaggi natali. Soprattutto, Cima sapeva come conferire una profonda umanità ai volti, a quegli sguardi sempre malinconici. Una capacità di rappresentare le tracce dell’intimità dell’anima e della carne che è l’aspetto più emozionate del genio di Conegliano e che si riscontra in tutte le sue opere per riassumersi nel “Cristo coronato di spine” dipinto intorno al 1505 e conservato alla National Gallery di Londra. Qui l’intensità dei contrasti di colore e la perfezione del disegno sono messi al servizio di quel dolore silenzioso che traspare dal volto di Cristo mandato al sacrificio. E’ una delle opere esposte al museo del Luxembourg, assieme ad una trentina di capolavori tra cui grandi pale d’altare, presentate per la prima volta fuori dall’Italia.

Incredulità di San Tommaso, Cima da Conegliano - Venezia, Galleria dell'Accademia © Soprintendenza speciale per il Polo Museale di Venezia, Galleria dell’Accademia
Dettaglio da l'Incredulità di San Tommaso, Cima da Conegliano - Venezia, Galleria dell'Accademia © Soprintendenza speciale per il Polo Museale di Venezia, Galleria dell’Accademia
Dettaglio da l'Incredulità di San Tommaso, Cima da Conegliano - Venezia, Galleria dell'Accademia © Soprintendenza speciale per il Polo Museale di Venezia, Galleria dell’Accademia
Cristo coronato di spine - Cima da Conegliano - Londra, The National Gallery © The National Gallery, Londra. Dist. Service presse Réunion des musées nationaux – Grand Palais /
Dettaglio, Cristo coronato di spine - Cima da Conegliano - Londra, The National Gallery © The National Gallery, Londra. Dist. Service presse Réunion des musées nationaux – Grand Palais /
L'arcangelo Raffaele e Tobia con san Giacomo il Maggiore e san Nicola di Bari - Cima da Conegliano, Venezia - Galleria dell’ Accademia © Soprintendenza special per il Polo Museale di Venezia, Galleria dell’Accademia
Dettaglio - L'arcangelo Raffaele e Tobia con san Giacomo il Maggiore e san Nicola di Bari - Cima da Conegliano, Venezia - Galleria dell’ Accademia © Soprintendenza special per il Polo Museale di Venezia, Galleria dell’Accademia
Endimione dormiente - Cima da Conegliano, Galleria Nazionale, a Parma. © Archives Alinari, Florence, Dist. Service presse RMN – Grand Palais / Georges Tatge
Madonna col Bambino, opera di Cima da Conegliano conservata nella Galleria degli Uffizi a Firenze - © Archives Alinari, Florence, Dist. Service presse RMN– Grand Palais / Daniela Camilli
Dettaglio - Madonna col Bambino, opera di Cima da Conegliano conservata nella Galleria degli Uffizi a Firenze - © Archives Alinari, Florence, Dist. Service presse RMN– Grand Palais / Daniela Camilli
Il leone di San Marco, tra San Giovanni, Santa Maria Maddalena e San Girolamo. Cima da Conegliano Venezia, Galleria dell'Academia © Soprintendenza speciale per il Polo Museale di Venezia, Galleria dell’Accademia
Dettaglio - Il leone di San Marco, tra San Giovanni, Santa Maria Maddalena e San Girolamo. Cima da Conegliano Venezia, Galleria dell'Academia © Soprintendenza speciale per il Polo Museale di Venezia, Galleria dell’Accademia
Dettaglio (occhio del leone) - Il leone di San Marco, tra San Giovanni, Santa Maria Maddalena e San Girolamo. Cima da Conegliano Venezia, Galleria dell'Academia © Soprintendenza speciale per il Polo Museale di Venezia, Galleria dell’Accademia
La Vergine col Bambino tra San Giovanni e Santa Maria Maddalena - Cima da Conegliano, Parigi - Musée du Louvre, département des Peintures © service presse Réunion des Musées Nationaux – Grand Palais / Thierry Le Mage
San Girolamo nel deserto - Cima da Conegliano, Milano - Pinacoteca di Brera © Archives Alinari, Florence, Dist. Service presse Rmn– Grand Palais / Maura Magliani
Dettaglio - San Girolamo nel deserto - Cima da Conegliano, Milano - Pinacoteca di Brera © Archives Alinari, Florence, Dist. Service presse Rmn– Grand Palais / Maura Magliani
Dettaglio - San Girolamo nel deserto - Cima da Conegliano, Milano - Pinacoteca di Brera © Archives Alinari, Florence, Dist. Service presse Rmn– Grand Palais / Maura MaglianiVergine col Bambino con San Michele e Sant'Andrea apostolo - Cima da Conegliano, Parma Galleria Nazionale © Archives Alinari, Florence, Dist. Réunion des musées nationaux - Grand Palais / Georges Tatge
Dettaglio - Vergine col Bambino con San Michele e Sant'Andrea apostolo - Cima da Conegliano, Parma Galleria Nazionale © Archives Alinari, Florence, Dist. Réunion des musées nationaux - Grand Palais / Georges Tatge

 

Vergine col Bambino con San Michele e Sant'Andrea apostolo - Cima da Conegliano, Parma Galleria Nazionale © Archives Alinari, Florence, Dist. Réunion des musées nationaux - Grand Palais / Georges Tatge

 

Dettaglio - Vergine col Bambino Cima da Conegliano Conegliano (Tv), Duomo arcipretale dell'Annunciazione del signore © Susegana, Arcangelo Piai




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