Grandi mostre: Antonello da Messina al Mart

Grandi mostre: Antonello da Messina al Mart

Antonello da Messina al Mart Rovereto, fino al 12 gennaio. Una mostra a cura di Ferdinando Bologna e Federico De Melis


Una mostra importante quella di Antonello a Rovereto. Prestiti internazionali ed una nuova lettura all’opera del maestro quattrocentesco nel percorso che sonda i rapporti con gli artisti a lui contemporanei, le similitudini e le differenze, ma che soprattutto si concentrata sulla profonda analisi dell’intelligenza poetica di un artista “inumano” (così lo definì il figlio Jacobello), che pure ha saputo cogliere le sfumature psicologiche più intime dell’essere.02_antonello_da_messina_-_madonna_con_bambino_medium

In arrivo dai musei della Regione Sicilia, dalla Galleria Borghese di Roma, dai Musei Civici di Venezia, dalla Fundación Colección Thyssen Bornemisza di Madrid, dal Metropolitan Museum di New York e dalla National Gallery di Washington, che ha concesso in prestito la “Madonna Benson”. Fresco di restauri è quel “Ritratto d’uomo” proveniente dal Philadelphia Museum of Art,  e non meno importante è il “Salvator Mundi” della National Gallery di Londra e due capolavori assoluti come l’ “Annunciazione” di Siracusa e “l’Annunciata” di Palermo.

Da autentico figlio di una civiltà mediterranea da sempre aperta alle “contaminazioni”, Antonello da Messina fu una spugna che assorbì, rendendo proprie, esperienze e influenze diverse, nel corso della sua vita lo ritroviamo da Napoli alla Spagna, dalla Provenza alle Fiandre, da Urbino a Venezia e dopo tanto girovagare il ritorno in Sicilia dove trascorrerà gli ultimi anni della sua vita. Un pittore che si fa interprete, al massimo grado, di un fermento creativo incentrato sull’incontro-scontro tra la civiltà fiamminga e quella italiana (per approfondire rimandiamo all’articolo già pubblicato).

04_jacobello_di_antonello_-_madonna_col_bambino_14_mediumAntonello dunque non ha limiti geografici ed è in questo senso che la mostra aggancia confronti con altri protagonisti della scena artistica del momento, da Colantonio a Van Eyck, fino a comprimari meno conosciuti, ma insigni come Antonio da Fabriano e il Maestro di San Giovanni da Capestrano, identificato con Giovanni di Bartolomeo dall’Aquila attivo a Napoli dal 1449.
Dalla presentazione: “Così, si vuole rileggere, su basi storicamente fondate, lo specialissimo carattere di un’opera che dipende direttamente dalla grande lezione prospettico-luminosa di Piero della Francesca, come già suggerito nel 1914 dal giovane Roberto Longhi. La novità, in questo senso, è che i curatori individuano l’influenza di Piero non solo nella fase matura, ma lungo l’intero arco della vita artistica di Antonello, secondo modalità ogni volta diverse, funzionali alle urgenze espressive del momento”. (www.mart.tn.it )

Una mostra complementare è “L’Altro Ritratto” dedicata al ritratto contemporaneo e curata dal filosofo francese Jean-Luc Nancy. Autore di un importante saggio uscito nel 2000 “Il Ritratto e il suo sguardo” Nancy continua la riflessione con una mostra che idealmente va a completare quella dedicata al grande ritrattista rinascimentale. Qui però sono esposte opere di maestri del Novecento come Acconci, Paolini, Giacometti, Richter, Freud, Douglas Gordon, Fiona Tan, Jeff Wall. Ne riparleremo. (a.d)

 





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