Grande Progetto Pompei, il punto della situazione

Grande Progetto Pompei, il punto della situazione

E’ stato firmato ieri mattina l’action plan del Grande Progetto Pompei. Piano d’azione tra la commissione Ue (rappresentata dal commissario alle politiche regionali Johannes Hahn) e il governo per accelerare i lavori del GPP, approvato da Bruxelles nel marzo 2012


Se la salvezza di Pompei è l’emblema delle sfide dell’Italia del rinnovamento (concetto reiterato anche ieri mattina dal ministro Dario Franceschini), è fuori dubbio che il termine del 2015 fissato per il completamento dell’articolato piano pone molti interrogativi. I dubbi continuano a sussistere, tuttavia il tempo delle proroghe sembra (menomale) finito. Hahn ha sottolineato come il piano sia partito con lentezza e come dei 105 milioni di euro stanziati dall’Europa per la salvaguardia del sito archeologico, dopo due anni ne siano stati spesi circa la metà. Cosa accadrebbe se non si riuscisse a spenderli tutti? Andrebbero persi, tuttavia il commissario europeo ha assicurato che vi sarebbero nuovi stanziamenti. Ma è prudente non contarci, e sarà anche per questo che  il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, poco prima della firma ha ribadito che “c’è un paese che vuole vincere la sfida”, insomma, quei soldi saranno spesi e il governo, questa volta, sembra volerci mettere la faccia.

Insula Occidentalis 2Ma al di là degli annunci politici facciamo il punto della situazione del Grande Progetto Pompei, così come emerge dalla documentazione ufficiale.

Intanto va precisato che il GPP non è un semplice progetto di restauro, ma si articola in cinque piani diversi per obiettivi e azioni nel quale ai cantieri si affiancano la ricerca (diagnosi e monitoraggio del sito), il rafforzamento della struttura organizzativa e tecnologica della Soprintendenza speciale, un piano sicurezza ed uno dedicato alla fruizione ed alla valorizzazione.

E’ chiaro che il piano delle opere assorba gli stanziamenti maggiori (€ 85.000.000): comprendendo tutti gli interventi diretti sul patrimonio archeologico. Restauri, manutenzione e messa in sicurezza delle strutture e degli apparati decorativi, interventi su varie criticità riscontrate nell’area archeologica (dissesto idrogeologico, recinzione e illuminazione dell’area perimetrale degli scavi). 39 progetti sono stati identificati sulla base delle progettualità già esistenti alla Soprintendenza; gli altri 16 sono stati individuati sulla base delle risultanze del monitoraggio dello stato di conservazione del sito.

Si sono conclusi nei mesi scorsi i lavori dei primi due cantieri (entrambi in fase di collaudo finale) con il restauro architettonico e strutturale della Casa del Criptoportico  e il restauro architettonico della Casa delle Pareti Rosse .

Sono invece attivi otto cantieri che concluderanno i lavori tra novembre 2014 e novembre 2015 e sono: la messa in sicurezza previo assetto idrogeologico dei terreni demaniali a confine dell’area di scavo; la messa in sicurezza della Regio VI; il restauro della Casa di Sirico; il restauro e il consolidamento delle strutture della Casa del Marinaio; il restauro architettonico e strutturale della Casa dei Dioscuri; il restauro degli apparati decorativi pittorici e pavimentali della casa di D. Octavius Quartio detta di Loreio Tiburtino; la messa in sicurezza della Regio VIII e il restauro degli apparati decorativi della Casa di Paquio Proculo.

Tre sono le gare aggiudicate definitivamente (ma su due pande la sospensiva del Tar per ricorsi presentati) e altre tre gare sono attualmente in corso, mentre in questo mese di luglio 2014 è previsto il bando di due interventi di restauro sugli apparati decorativi di due domus già interessate da cantieri di restauro, la Casa delle Pareti Rosse e il restauro degli apparati decorativi della Casa del Criptoportico.

Tra i mesi di settembre e ottobre 2014 saranno bandite altre otto gare e saranno banditi altri quattro interventi mirati. Gli ultimi nove progetti in lavorazione riguardano infine la messa in sicurezza delle Regiones I-II-III, intervento che porterà alla totalità della messa in sicurezza delle strutture di Pompei, il miglioramento dei percorsi di visita e contestuale realizzazione di percorsi per persone diversamente abili, l’attività di protezione dei calchi delle vittime dell’eruzione del 79 d.C., la messa in sicurezza dei fronti di scavo interni alla città antica, messa in sicurezza del fronte sud della Regio VIII e mitigazione del rischio idrogeologico delle Regiones I-III-IV-V-IX, il restauro della Casa dei Vetti e il restauro degli apparati decorativi della Casa dei Dioscuri e della Casa del Marinaio.

Ribadiamo, il GPP è ben più complesso di quanto abbiamo raccontato poiché è del tutto evidente che al restauro degli edifici e alla messa in sicurezza idrogeologica, si debba accompagnare un monitoraggio costante del sito archeologico, azioni per la sicurezza dalle intrusioni, per la valorizzazione e la fruibilità. Parliamo infatti di una superficie di circa 66 ettari (la superficie scavata è di circa 44 ettari) con 1500 edifici (domus e monumenti) portati in luce. I numeri danno conto, anche soltanto dal punto di vista quantitativo, dell’impegno necessario in termini di risorse economiche e professionali. Decine sono i progetti di vario tipo (anche tecnologicamente molto avanzati) in corso o ancora sulla carta destinati a vedere luce prossimamente. Portarli tutti a compimento è una sfida, tanto per ribadire un concetto espresso da altri, che l’Italia del secondo millennio non può permettersi di abbandonare.

 





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