Giornata della Memoria, così l’arte ha raccontato l’orrore

Giornata della Memoria, così l’arte ha raccontato l’orrore

In occasione della Giornata della Memoria, Flavio Caroli, ieri sera, ha aperto la trasmissione Che Tempo che Fa di Fabio Fazio con un percorso nel racconto dell’orrore visto con gli occhi dell’arte e degli artisti. Ve lo riproponiamo


Quasi stupisce la constatazione che prima di Leonardo, il racconto della guerra e delle battaglie fosse puramente formale, così come tanti pittori rinascimentali ci hanno tramandato. La Battaglia di Anghiari (nella foto in alto la copia che ne fece Rubens), il dipinto murale che il genio fiorentino realizzò su commissione della Repubblica di Pier Soderini sul muro del Salone dei Cinquecento (dipinto andato perduto e coperto da un affresco di Vasari) è invece storia di sangue e paura, storia di umana bestialità.

Leonardo, testa per La Battaglia di Anghiari
Leonardo, testa per La Battaglia di Anghiari

Il percorso continua con un dipinto datato 1562, di Bruegel il Vecchio, Il trionfo della morte dove pieno è il senso della tragedia …

Bruegel il Vecchio, Il trionfo della morte - 1562
Bruegel il Vecchio, Il trionfo della morte – 1562

Quasi un secolo dopo ecco il “sereno” Velazquez affrontare la guerra ne la Resa di Breda (1662) episodio della Guerra degli 80 anni, dove il fumo che si staglia sul fondale lascia intravedere la crudezza di quanto accaduto…

Velazquez, la resa di Breda, 1662
Velazquez, la resa di Breda, 1662

E’ il 1814 che Francisco de Goya dipinge La Fucilazione (3 maggio 1808), riprende una vicenda storica in cui le truppe napoleoniche entrarono a Madrid e catturarono gli spagnoli che verranno in seguito fucilati. E’ la rappresentazione pura del terrore…

Goya, la Fucilazione, 1814
Goya, la Fucilazione, 1814

E’ il 1868, che ispirandosi al dipinto di Goya, Édouard Manet dipinge L’esecuzione di Massimiliano d’Asburgo. Il terrore qui, è impresso nelle espressioni delle persone che assistono alla fucilazione.

Manet, la Fucilazione di Massimiliano d'Asburgo - 1868
Manet, la Fucilazione di Massimiliano d’Asburgo – 1868

Morbida costruzione con fagioli bolliti: premonizione di guerra civile è un dipinto realizzato nel 1936 da Salvador Dalí. E’ stato realizzato sei mesi prima dello scoppio della Guerra civile spagnola e l’artista aveva colto l’avvicinarsi della bufera …

Dalì: Morbida costruzione con fagioli bolliti, 1936
Dalì: Morbida costruzione con fagioli bolliti, 1936

1937, Pablo Picasso dipinge il Bombardamento di Guernica, il dipinto è diventato il simbolo dell’insensatezza della guerra, manifesto di pacifismo dalla potenza ineguagliata…

Picasso, Il bombardamento di Guernica - 1937
Picasso, Il bombardamento di Guernica – 1937

Nel 1974 lo “sciamano” dell’arte concettuale Joseph Beuys realizza l’installazione I Like America and America Likes Me. Evocazione chiara di un episodio che gli aveva cambiato per sempre la vita. Nel 1943, in seguito all’abbattimento del suo aereo in Crimea, Beuys venne salvato da un gruppo di nomadi tartari che, trovatolo moribondo, lo curano facendo ricorso alle antiche pratiche della loro medicina (grasso e faltro). L’esperienza è stata determinante per il percorso creativo dell’artista, segnato dalla ricerca di un’armonia superiore tra uomo e natura che lo spingerà peraltro ad adoperare tante volte nelle sue opere quei materiali per lui salvifici.

Beuys: I Like America and America Likes Me, 1974
Beuys: I Like America and America Likes Me, 1974

Il percorso si conclude con un dipinto del 1970 di Zoran Music, l’artista che conobbe a Dachau l’esperienza tragica dell’internamento. Il dipinto s’intitola Noi non siamo gli ultimi ed ha un’eloquenza agghiacciante.

Zoran Music: Noi non siamo gli ultimi, 1970
Zoran Music: Noi non siamo gli ultimi, 1970




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