Francesco Vezzoli, decostruire Hollywood

Francesco Vezzoli, decostruire Hollywood

Cinema Vezzoli, dal 27 aprile all’11 agosto al MOCA Grand Avenue – Museum of Contemporary Art di Los Angeles. Una mostra curata dal senior curator del museo stesso, Alma Ruiz


Cinema Vezzoli, ovvero come decostruire il vocabolario del cinema e analizzare l’influenza dello star system nell’arte, la cultura e l’immaginario. Grande attesa per il debutto una nuova opera dell’artista bresciano, creata appositamente per questa mostra, in quota al progetto Trinity, una serie che esplora tre caratteri fondamentali della poetica di Vezzoli, presentata in tre istituzioni internazionali – il MAXXI di Roma (QUI), il MOCA e, infine, il MoMA PS1, a New York dove la preparazione della mostra incrocia la cronaca dopo che la soprintendenza ha bloccato la chiesetta medievale smontata da un paesino della Calabria, Montegiordano. Ma questa è un’altra mostra.

Fin dagli esordi, Vezzoli ha indagato il potere del cinema e della televisione. Il suo lavoro è una combinazione di cultura alta e popolare, che comprende l’uso di diversi formati utilizzati dal mondo della comunicazione di massa: dal video alla performance. E non a caso l’artista s’è servito di simboli in carne e ossa per mettere in scena la sua visione collaborando con star del cinema e della televisione.  Nella sua lunga lista di collaboratori troviamo Helmut Berger in una rilettura di un episodio della soap opera Dynasty ( The Kiss – Let’s Play Dynasty, 2000); e poi Helen Mirren , Milla Jovovich , Courtney Love e altri nel celebre trailer parodia per il remake del Caligola di Gore Vidal, 2005); e poi Sharon Stone e Bernard – Henri Levy in una improbabile campagna presidenziale ( Democrazy , 2007)  e ancora Cate Blanchett, Peter Sarsgaard , e altri in un remake della commedia di Luigi Pirandello ( Così è –  se vi pare – , 2007) ; e Eva Mendes in una rilettura de La Dolce Vita ( Jeu de Paume , ti amo ! – Pubblicità per una mostra che non verrà mai aperta – , 2009).

Cinema Vezzoli, in breve, delinea il gioco di Vezzoli con il mondo del cinema classico europeo e le celebrità di Hollywood, adoperandoli come uno specchio per l’ossessione contemporanea della fama, della politica della comunicazione e dell’esposizione pubblica della vita privata. La mostra s’innesta sulle opere di Vezzoli già parte della collezione del MOCA. www.moca.org





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