Francesco Clemente, una mostra a Palermo

Francesco Clemente, una mostra a Palermo

Francesco Clemente: Frontiera di immagini, una mostra a cura di Achille Bonito Oliva. Dal 24 novembre 2013 al 2 marzo 2014 in Palazzo Sant’ Elia, Palermo


Con Francesco Clemente a Palermo, giunge alla penultima tappa il percorso sulla Transavanguardia inaugurato nel 2011 con una grande mostra a Milano e poi proseguito con una serie di giornate di studio, cui hanno preso parte filosofi, critici e storici dell’arte, per poi articolarsi in 5 esposizioni personali dedicate ai protagonisti storici del movimento che ha caratterizzato l’arte italiana degli anni ‘80 : Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria, Mimmo Paladino. Cinque protagonisti, ciascuno dei quali ha incamerato l’esperienza della Transavanguardia declinandola diversamente e seguendo un percorso successivo individuale.

Nella sede della Fondazione Sant’Elia la mostra raccoglie una sessantina di opere di Clemente, una sintesi efficace delle scelte artistiche con le quali l’artista si è confrontato dalla metà degli ‘80 a oggi e, in particolare, negli ultimi 20 anni di attività segnati dalla retrospettiva organizzata dal Salomon R. Guggenheim Museum di New York e Bilbao nel 1999-2000, che ha ratificato la fama e il riconoscimento internazionali raggiunti dall’artista.

Un procedere per cicli successivi di lavoro, quello del napoletano, scandito dai lunghi soggiorni in India e i viaggi in Europa, nei Caraibi, Egitto, Sud America, Giamaica. Ne emerge un vocabolario sempre in divenire. “Un grande laboratorio di ideogrammi ed emblemi apotropaici, in cui gli opposti convivono, di simbologie e associazioni spesso messe in scena dall’artista attraverso il proprio autoritratto, che dalla fine degli anni 70 costituisce la cifra della sua poetica”.

Tra le opere presenti in mostra: il trittico Crown (1988, MAXXI-Museo delle arti del XXI secolo, Roma), che richiama la corona di spine, simbolo della passione di Cristo; Place of Power I (1989, Madre-Museo d’Arte contemporanea Donna Regina, Napoli), ispirato alle camere funerarie della Valle dei Re visitate dall’artista a fine 1986; i quadri della serie Tandoori Satori (2003-2004), che coniugano il Buddismo Zen e la cucina dell’Asia meridionale con le stilizzazioni underground della New York anni Ottanta segnata dalla pittura di Keith Haring. (g.m)

 





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