Fotografia. Paolo Gotti, cacciatore di miraggi. Una mostra a Bologna

Fotografia. Paolo Gotti, cacciatore di miraggi. Una mostra a Bologna

VISIONS. Una mostra fotografica di Paolo Gotti | ACF Trading via Santo Stefano 7/B, Bologna 20 (dicembre 2012 – 28 febbraio 2013)


Persino nell’apparente immobilità di un paesaggio andino ripreso dall’obiettivo di Paolo Gotti la natura conserva la sua anima indomita, persino violenta. Persino nel cielo di New York, o sopra le nuvole, dove la presenza dell’elica di un bimotore pure ti ricorda che l’aria è stata conquistata da un po’. Ma la natura rimane mistero sembra dirci ogni volta il fotografo bolognese, che non a caso la sua verità l’ha cercata lungo i quattro punti cardinali, e in maniera classica: facendo il giramondo con la sua Nikon, sin dagli anni ‘70. E ogni viaggio un inizio, e forse un’iniziazione; perché nei luoghi più lontani del pianeta, negli angoli più incontaminati Gotti è tornato con vere e proprie visioni, racconti fotografici che superano la realtà per evocare, con forza, l’intangibile. Paolo Gotti nasce architetto, e si vede: attento interprete di forme e colori e maestro della composizione di equilibri e simmetrie, la sua è una fotografia di viaggio pensata e studiata meticolosamente. Giorgio Celli, il noto etologo ed entomologo scomparso nel 2011 aveva felicemente sintetizzato
che “la realtà troppo reale, per uno strano circuito paradossale, sconfina nell’irreale e il fotografo è un artefice di miraggi”. E Gotti fotografa come se dipingesse: le macchie di colore sfumate come in un acquerello, l’esaltazione dei cromatismi di mari che cambiano colore con il passaggio veloce delle nuvole, il taglio prospettico dei cieli, l’anatomia di deserti e altipiani rocciosi a sottolineare la valenza pittorica e astratta degli elementi.

In oltre 40 anni l’artista ha raccolto un archivio che conta oltre 10.000 fotografie scattate in almeno 70 paesi del mondo, dalla Colombia al Madagascar, dall’India ad Haiti passando, solo per citare alcuni paesi, per Yemen, Islanda, Bolivia, Australia e Cina, contempla anche realtà urbane – e umane – che attraverso il suo obbiettivo si fanno a loro volta paesaggio.
Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico cinematografici. Nel 1974 sceglie l’Africa come meta del suo primo vero viaggio, quello in cui, come dice l’artista, “si sa quando si parte ma non si sa quando si torna”. Con la sua vecchia Land Rover attraversa il Sahara fino al Golfo di Guinea in Costa d’Avorio per poi fare ritorno in Italia dopo quasi 5 mesi a bordo di un cargo merci. La strada dentro di sé è ormai segnata, si dedicherà sempre più al reportage. Gira il mondo per immortalare persone, paesaggi e situazioni che archivia accuratamente in un gigantesco atlante visivo, da cui nascono i calendari tematici che realizza da circa vent’anni. In occasione della mostra, infatti, oltre ai pannelli fotografici verranno presentati i tre calendari 2013: Visions, Vita nei porti, Chioschi e ambulanti. Informazioni : www.paologotti.com (a.d)





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