Firenze, una mostra da sogno

Firenze, una mostra da sogno

Il Sogno Nel Rinascimento, Firenze Galleria Palatina – Palazzo Pitti dal 21 maggio al 15 settembre 2013. In autunno la mostra, curata da Chiara Rabbi Bernard, Alessandro Cecchi e Yves Hersant, sarà a Parigi, al Museo del Luxembourg


Nel Rinascimento il sogno ha avuto un ruolo importante, tanto da essere ampiamente trattato nelle arti figurative e in particolare nelle opere di soggetto religioso o legate alla

Lorenzo Lotto, Sogno di fanciulla
Lorenzo Lotto, Sogno di fanciulla

riscoperta dei miti antichi. Il sogno è materia dalle infinite possibilità. Di sogni è costellato l’Antico Testamento (i sogni del Faraone spiegati da Giuseppe ebreo, il sogno di Giacobbe, etc.), di sogni è disseminata certa agiografia (sogni di Constantino, di san Francesco, di santa Orsola, etc.), coi sogni si rivela un altro mondo, e non solo il sacro, perchè permettono agli artisti di esplorare – e questo prima ancora di Freud – l’animo umano, offrendo il pretesto per superare la quotidianità ed entrare in una sfera diversa.

La mostra di Palazzo Pitti esplora il sogno attraverso una sfilata di capolavori a cominciare dalle due sezioni che definiscono e precisano il contesto nel quale il sogno si manifesta: la notte e il sonno. Carica di simboli, la notte trova nella scultura che Michelangelo realizzò nella sagrestia nuova di San Lorenzo per il monumento a Giuliano de’ Medici il suo racconto più alto. E la mostra ne tiene conto proponendo alcune delle tante derivazioni plastiche e pittoriche.

Il sognante viaggio s’imbatte poi nei miti della classicità come il Fregio della Villa Medicea di Poggio a Caiano di Bertoldo, in opere letterarie come la celebre Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna, in cui il sogno svolge un ruolo fondamentale. S’incontrano lavori esposti per la prima volta a Firenze come il Sogno del cavaliere di Raffaello della National Gallery di Londra e il dipinto con Venere e Amore addormentati e spiati da un satiro del Correggio proveniente dal Museo del Louvre

 

E per raccontare il sogno che arriva direttamente dall’aldilà, ecco una lunga sfilata di santi e profeti, i cui sogni erano certo più chiari degli enigmatici incubi che raccontano artisti come Giorgio Ghisi (Il sogno di Raffaello), Jan Mandijn (le tentazioni di Sant’Antonio) o Hieronymus Bosch coi suoi Santi Eremiti in arrivo dal Palazzo Ducale di Venezia.

Raffaello, Il Sogno del cavaliere
Raffaello, Il Sogno del cavaliere

Ancora Michelangelo a dominare un’intera sezione, è quella intitolata La vita come sogno. Ispirata dallo straordinario disegno Il Sogno o la Vanità dei desideri umani, ripreso da un numero elevatissimo di artisti. Una figura storica, Francesco de’ Medici è invece il protagonista della penultima sezione: Un principe sognatore. Del suo particolare e fecondo rapporto con il sogno sono pervenute varie testimonianze, spesso impregnate di fantastica teatralità (come L’Allegoria dei Sogni del Naldini che si trova nello Studiolo), ma proprio per questo rivelatrici di quanto e come il Sogno fosse al centro del dibattito culturale della fine del Rinascimento.

La mostra si conclude con un richiamo all’Aurora, considerata nel Rinascimento come lo spazio – tempo dei sogni veri (rappresentata da un dipinto di Battista Dossi) per aprirsi, infine, al Risveglio (con il Risveglio di Venere di Dosso Dossi, in arrivo dalla collezione Unicredit di Bologna). (www.unannoadarte.it ) (g.m)

 

Correggio, Venere e Amore addormentati e spiati da un satiro
Correggio, Venere e Amore addormentati e spiati da un satiro

 

 





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