Fiction sulle “case chiuse” targata Rai. Tra i protagonisti Vittoria Puccini

Fiction sulle “case chiuse” targata Rai. Tra i protagonisti Vittoria Puccini

Dal 18 giugno primo ciak di “Altri tempi” miniserie Rai con Vittoria Puccini, Michela Cescon, Valentina Corti e Stefania Rocca. La regia è affidata a Marco Turco


Si sta cercando anche un sosia di Pietro Nenni. E’ quasi completo il cast di “Altri tempi”, la mini serie prodotta dalla società “11 marzo” e da Rai Fiction che sarà girata nella prima parte dell’estate. Protagonista la bellissima Vittoria Puccini, reduce dal successo di “Violetta”. Questa nuova opera si svilupperà fra la fine della seconda guerra mondiale e il 1958 quando, con l’entrata in vigore della legge Merlin, venne disposta la chiusura delle case di tolleranza, e introdotta una serie di reati intesi a contrastare lo sfruttamento della prostituzione.

 

I panni della battagliera senatrice saranno indossati da Michela Cescon, reduce dall’aver vinto il premio “David di Donatello” per la sua interpretazione in “Romanzo di una strage” diretto da Marco Tullio Giordana. Il cast si completerà con Valentina Corti (da “Titanic: blood and steel” a “K2: la montagna d’Italia”) e Stefania Rocca (Chiara di “Una grande famiglia”). La regia di “Altri tempi” è stata invece affidata a Marco Turco che nel corso della sua carriera ha già firmato “Rino Gaetano – Ma il cielo è sempre più blu” e “C’era una volta la città dei matti…”, omaggio allo psichiatra Franco Basaglia con Fabrizio Gifuni, e le stesse Puccini (indimenticata star di “Elisa di Rivombrosa”) e Cescon.
Inizialmente s’era parlato di Bologna come sede delle riprese di questa fiction che invece sarà ambientata a Torino.

 

Il primo ciak è previsto lunedì 18 giugno. E si andrà avanti a lavorare per otto settimane, praticamente sino a Ferragosto. Questo film per la tv racconterà, a quanto è trapelato, la vita di una donna veneta attraverso le varie epoche. Dapprima eccola, lei  appartenente a una famiglia numerosa di contadini, rimanere orfana di entrambi i genitori ad appena 16 anni. Lasciato il paese natio, non volendo appoggiarsi a nessuno e cercando di essere autosufficiente, si trasferisce nella Ferrara degli anni Trenta del ventesimo secolo dove trova lavoro in uno studio di avvocato che tuttavia la violenterà mettendola incinta. Ancora giovanissima, dà alla luce una bambina. La ragazza è forte e vivace. E non si abbatte. Ma nonostante la sua tenacia, non trova altra strada che quella di diventare una lucciola. Ben presto, però, lascia il mestiere più antico del mondo e diventa titolare di un frequentatissimo bordello che in tutta Italia viene indicato come un modello per l’igiene e il trattamento ricevuto dalle donne. Addirittura, un esponente di spicco fra i tenutari di queste strutture porta in visita Lina Merlin impegnata in quel momento nella battaglia parlamentare per ottenere lo smantellamento dei casini. In quella fase storica erano circa settecento con tremila squillo registrate. E quando il progetto della politica socialista diventa realtà, la maitresse si dichiara a favore dell’abolizione dei postriboli mentre la città viene attraversata da un corteo funebre di scapoli a volto scoperto e ammogliati incappucciati. (Marco Fornara)





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