Etruschi, un viaggio imperdibile al museo Archeologico di Firenze

Etruschi, un viaggio imperdibile al museo Archeologico di Firenze

L’alba dei principi etruschi, al Museo Archeologico Nazionale di Firenze fino al 31 luglio 2014


In attesa di sedurre Parigi con la grande e imperdibile mostra che dal 18 ottobre porterà gli Etruschi nelle sale del museo Maillol, l’antico popolo italico si racconta a Firenze attraverso una mostra che punta i fari sulla città di Cortona, una delle più importanti Lucumonie Etrusche.  Una città vecchia di 2700 anni, nella quale si dialogava e si commerciava con la Grecia, il Medio Oriente, il Nord, “metropoli” di una società evoluta e strutturata che la mostra aiuta a rendere più più nitida e ancora più straordinaria.

 

Il punto di partenza sono quegli scavi condotti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana nel Parco Archeologico di Cortona. Oltre 15 tombe intatte databili tra la fine del VII secolo e gli inizi del VI a.C. con relativi corredi funerari cui si aggiungono in mostra una serie di oggetti mai visti rinvenuti nei siti archeologici del territorio (dal palazzo principesco di Fossa del Lupo alla villa romana di Ossaia) esaminati sotto un nuovo punto di vista, quello del restauro.

 

Strutturata come un viaggio che porta il visitatore indietro fino all’alba della civiltà etrusca cortonese, la mostra propone un originale allestimento che presenta i vari stadi del recupero illustrando tutte le fasi di quella “catena di montaggio” che va dallo scavo archeologico, al recupero dei materiali, alla diagnostica, fino al completamento del restauro, in vista di una definitiva esposizione al MAEC (Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona).

I reperti inediti di età Orientalizzante, illustrano le fasi più antiche di Cortona, quelle che addirittura precedono l’avvento dei principi in un progressivo incedere che si conclude con lo  smantellamento dell’identità e delle tradizioni conseguente all’avvento di Roma.

 

Visitando la mostra, composta da oltre 200 pezzi, emerge la modernità di questo popolo e il ruolo della donna, protagonista all’interno della struttura sociale etrusca nelle sue prerogative di filatrice e tessitrice ma anche attenta agli equilibri di potere della società.
E arriva la conferma di quanto già gli storici antichi avevano narrato di Cortona, ritraendola come una città multiculturale, con aspetti umbri, italici ed etruschi, ma aperta anche al fascino della cultura greca ed orientale.
(www.cortonamaec.org ) (g.m)





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