Elisabetta II, nessun regnante più “pop” di lei

Elisabetta II, nessun regnante più “pop” di lei

I sudditi di Sua maestà britannica non stanno nella pelle, tra il reale giubileo e le Olimpiadi, per un’estate tornano a sentirsi il centro del mondo.


Continuiamo a credere che la ricorrenza più importante di questo 2012 britannico siano stati i 200 anni della nascita di Charles Dickens, ma siamo irrimediabilmente letterari e poco trendy. Intanto i festeggiamenti per i 60 anni di regno di Elisabetta II sono al culmine. Oggi si terrà il Thames Diamond Jubilee Pageant,  solenne corteo di mille imbarcazioni che scorterà la regina a bordo della Royal Barge lungo il Tamigi.  Domani, invece, pranzi in strada aperti a tutti (cosa che ricorda le munifiche regalie al popolo in occasione di nascite e matrimoni)  ma il clou sarà The Queen Diamond Jubilee Concert, il concerto organizzato dalla BBC di fronte a Buckingham Palace. Davanti ai membri della famiglia Reale, l’esibizione di Sir Elton John ( che è reduce da problemi di salute ma che ha confermato la partecipazione), Paul McCartney, Cliff Richard, Shirley Bassey, Annie Lennox, Alfie Boe, Jools Holland, Jessie J, JLS, Tom Jones, Lang Lang, Madness, Ed Sheeran tra gli altri. Martedì, invece, gran finale, con una preghiera per la regina innalzata da tutte le chiese del regno e la solenne messa di ringraziamento nella cattedrale di St Paul.

Salita al trono il 6 febbraio 1952 e incoronata il 2 giugno 1953, Elisabetta II è l’unica testa regnante britannica, assieme a Vittoria (1897) a celebrare un Diamond Jubilee. Questa attempata Signora famosa – anche – per i soprabiti dai colori improbabili, per i cappellini decorativi e per la passione che nutre verso cavalli e cani, continua a regnare, malgrado la caduta dell’impero, su 125 milioni di esseri umani. Antigua e Barbuda, Australia, Bahamas, Barbados, Belize, Canada, Grenada, Giamaica, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenadine, Isole Salomone, Santa Lucia e Tuvalu sono suoi regni. Siamo d’accordo il suo potere ha dei limiti costituzionali, ci mancherebbe altro.

Ma Her Majesty resta un simbolo, e come tale il suo potere supera la sfera razionale. E, a proposito di simboli regali, non sarà un caso che a Buckingham Palace dal 1 agosto al 30 settembre 2012 si terrà una straordinaria esposizione dei diamanti indossati dai sovrani britannici. Numerose sono in effetti le mostre organizzate in tutto il Regno Unito per queste nozze di diamante. In particolare sono da segnalare la mostra al Victoria and Albert Museum dei ritratti della regina del fotografo Cecil Beaton e, ancora più significativa, quella attualmente ospitata alla National Portrait GalleryThe Queen: Art and Image“, un percorso nell’immagine di Elisabetta II così come è stata interpretata dagli artisti (guarda fotogallery).
Già perché Elisabetta tra i tanti record che può vantare nella sua lunga carriera di regnante c’è quello d’essere diventata un’icona pop. Per quanto fosse uso dei regnanti d’ogni tempo e luogo affidare agli artisti il ricordo permanente della propria immagine, a nessun potente è stata mai offerta l’occasione di attraversare così lungamente il periodo d’oro della civiltà dell’immagine. Con tutto il male e tutto il bene che ne è derivato per la sua, d’immagine. E se alla National Portatit Gallery non c’è ritratto in mostra che sia men che rispettoso (le stesse elaborazioni di Gilbert & George sono un inno alla monarchia), è vero che l’immagine di Elisabetta è stata anche abusata, e perché no, derisa. Come irridente era quel God Save the Queen, intonato (si fa per dire) dai Sex Pistols nel 1977. Fu il loro modo di celebrare le “nozze d’argento” di Elisabetta col suo regno. Altri tempi, altre trasgressioni, altro giubileo.





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