Il meglio ed il peggio del Toronto International Film Festival 2014

Il meglio ed il peggio del Toronto International Film Festival 2014

Il meglio e il peggio del TIFF 2014


Giunge dunque al termine un’edizione del Toronto International Film Festival decisamente

sottotono, in cui la qualità media dei film è scesa rispetto alle ultime tre edizioni, non si è visto

nessun vero capolavoro, e le delusioni tutto sommato hanno superato il numero delle sorprese.

La kermesse ha comunque proposto alcuni ottimi lungometraggi che speriamo ricevano la giusta

collocazione a livello di distribuzione americana e internazionale. Ecco comunque una personale

Top5 dei film migliori e purtroppo anche peggiori visti al TIFF 2014

I migliori:

1 ­ The Drop di Michaël R. Roskam ­ Noir vecchio stile che punta magnificamente sulla tensione

invece che sull’azione. Trama spigliata, regia solidissima, un Tom Hardy carismatico e poderoso.

Il film più convincente del festival, tratto da un racconto di Dennis Lehane.

2 ­ Whiplash di Damien Chazelle ­ Considerato che si tratta di un esordio al lungometraggio, un

film dalla messa in scena vibrante. Duello di bravura tra Miles Teller e J.K.Simmons per un

dramma da camera dove luce e ombra scolpiscono volti e psicologie. Gran cinema.

3 ­ This Is Where I Leave You di Shawn Levy ­ Commedia malinconica sulla più classica delle

famiglie americane con tutti i suoi problemi. Niente di nuovo ma scene e psicologie del tutto

commoventi. Jason Bateman straordinario, da nomination all’Oscar.

4 ­ Still Alice di Richard Glatzer & Wash Westmoreland ­ Il dramma di una donna affetta da

sindrome di Alzheimer. Un film delicato e realistico sull’importanza del passato come base

fondamentale per presente e futuro. Una magnifica Julianne Moore e una sorprendete Kristen

Stewart.

5 ­ Infinitely Polar Bear di Maya Forbes ­ Boston fine anni ’70. Un padre bipolare che accudisce le

sue due figliolette dopo che la madre è andata a New York per studiare. Mark Ruffalo scatenato

in una commedia frizzante e riflessiva. La vera sorpresa del festival.

I peggiori:

1 ­ Tusk di Kevin Smith ­ Torture movie in cui non succede nulla per un’ora, poi quando inizia

l’horror vero è talmente fatto male da diventare commedia più o meno involontaria. Cinema di

serie B senza idee e con in più una vena di presunzione autoriale. Kevin Smith sembra ormai

perso…

2 ­ The Face of An Angel di Michael Winterbottom ­ L’autore un tempo capace di grandi film

rivisita l’omicidio di Meredith Kercher contaminandolo con la vita e l’opera di Dante. Film

presuntuoso, a tratti davvero imbarazzante nella sua pochezza.

3 ­ Shelter di Paul Bettany ­ Esordio dietro la macchina da presa confuso e peggio ancora

pretenzioso. Il dramma di due senzatetto raccontata dall’alto, il punto di vista peggiore possibile.

Retorica a profusione per un film che alla fine risulta fastidioso per il modo in cui sceglie di

raccontare la materia trattata.

4 ­ The Equalizer di Antoine Fuqua ­ Il peggio dell’action hollywoodiano di oggi. Nessuna storia e

mille trovate ad effetto che non portano da nessuna parte. Film piatto nella storia e ridondante

nella messa in scena, con un Denzel Washington inutilmente gigione.

5 ­ [Rec4]: Apocalypse di Jaume Balaguero ­ Come rovinare definitivamente una saga horror il cui

primo capitolo era un piccolo grande capolavoro. Nessuna tensione in un film ripetitivo e

monodimensionale. Anche l’unita di luogo viene sfruttata al peggio. Speriamo sia l’ultimo…

Adriano Ercolani

Film Critic, TV editor and author





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