Echi di sterminio dalla Siria, del IV millennio a.C.

Echi di sterminio dalla Siria, del IV millennio a.C.

Una guerra civile siriana nella Preistoria


Centinaia di corpi di donne, giovani e bambini gettati in fosse comuni in mezzo al deserto siriano.

Sono le vittime di una guerra civile che però non ha nulla a che fare con quella che sta insanguinando e distruggendo la Siria dei nostri giorni, ma che, per una macabra coincidenza, sono tornate alla luce proprio in questi ultimi mesi.

La storia si ripete” devono aver pensato gli archeologi impegnati da decenni nello scavo di uno dei più importanti siti della Siria: Tell Brak, nell’alta valle del Khabur, all’estremità nord-occidentale del Paese. Attorno a quest’area, seimila anni fa si svolsero alcuni tra i più violenti scontri di cui siamo a conoscenza per il Vicino Oriente antico.

Una guerra civile a tutti gli effetti che, proprio come sta accadendo oggi nel medesimo territorio, colpì duramente i più deboli e gli indifesi. Quattro sono le fosse comuni rinvenute negli scavi, da cui sono riemerse letteralmente a pezzi le vittime di una violenza organizzata: braccia, gambe, teschi. Tutti i corpi furono prima smembrati e poi, una volta trasportati dai diversi villaggi, sotterrati.

« La prima fossa che abbiamo scoperto – commenta l’archeologa inglese Augusta McMahon – conteneva duecento individui vissuti tra il 3800 e il 3600 a.C. Tutte le vittime, a parte alcuni neonati, avevano tra i quattordici e i quarant’anni quando vennero prelevate dalle loro case, uccise, smembrate, lasciate sul terreno per diversi giorni e successivamente trasportate a Tell Brak per essere gettate in fosse comuni» .

Ma perché tale accanimento? La risposta è arrivata dallo scavo della quarta fossa, contenente millecinquecento parti di corpi appartenuti, verosimilmente, a una novantina tra giovani e donne.

Alcuni degli arti, come femori e tibie, erano stati trasformati in utensili, mentre alcuni teschi, accuratamente lucidati, presentavano intagli. Gli archeologi hanno quindi avanzato l’ipotesi che questa fossa contenesse “scarti di lavorazione” di quelli che divennero macabri trofei di guerra.

« Testi e manufatti ci parlano del IV millennio a.C.– conclude la McMahon –come un periodo molto turbolento, con conseguenze drammatiche dovute all’espansione urbanistica e a un crescente divario tra coloro che si arricchirono sempre di più e quelli che non avevano più nulla» . (m.t.)

 





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