Ecco i cento potenti del mondo dell’arte di Art Review

Ecco i cento potenti del mondo dell’arte di Art Review

Era la donna più potente del mondo dell’arte, oggi è la persona più potente: Sheikha Al – Mayassa bint Hamad Al Thani, presidente della Qatar Museums Authority ( QMA ). 30 anni, sorella dell’attuale emiro e figlia di quello precedente figura in cima alla lista Art Review Power 100 per la prima volta, nel 2012 era undicesima. Ottima performance anche per Massimiliano Gioni, 10mo


Bloomberg riporta: “Sheikha Al- Mayassa ha le risorse di un intero paese a sua disposizione” – dice Benjamin Genocchio, vicepresidente della Louise Blouin Media e direttore di Art & Auction . “Hanno assunto Ed Dolman (ex presidente di Christie’s international) come loro personal shopper . E il bilancio non ha limiti “.
” … Quelle persone sono molto al di là […] Possono trasformare l’ immagine di una intera regione“.

Tra i motivi principali del titolo c’è proprio il fatto che la giovane donna tiene i cordoni della borsa di un fondo per l’arte stimato in quasi un miliardo di dollari. E infatti, recentemente, le vanno riconosciuti diversi acquisti significativi, tra cui i 259 milioni di dollari spesi per un Paul Cézanne, I giocatori di carte (forse l’opera d’arte più costosa d’ogni tempo) e una somma di 310 milioni per l’acquisto – non confermato – di  undici Rothko.
Dopo aver assunto Edward Dolman nel Consiglio della Qatar Museums Authority, Sheikha Al- Mayassa è alla guida di un grande progetto che tende a fare dell’emirato un centro d’arte internazionale. In quest’ambito vanno lette le installazioni di arte pubblica che hanno recentemente interessato il Paese ad opera di numeri uno del contemporaneo come Richard Serra , Damien Hirst (protagonista anche di una retrospettiva al Mathaf , il Museo Arabo d’Arte Moderna), Adel Abdessemed.  Ovviamente non sono tutti d’accordo con lei, nel suo voler attirare grandi nomi dell’arte internazionale nel piccolo Paese del Golfo c’è chi intravede uno sforzo per “liberalizzare” la cultura del Qatar, altri vedono una forma di sudditanza culturale.
Ma veniamo al resto della lista dei Magnifici cento di Art Review

Sheikha Al- Mayassa bint Hamad Al Thani è seguita in classifica dalla “solita” schiera di galleristi: David Zwirner; Iwan Wirth; Larry Gagosian. Quindi quattro direttori di musei: Hans Ulrich Obrist e Julia Peyton Jones (Serpentine); Nicholas Serota (Tate); Beatrix Ruf (Kunsthalle Zurigo); Glenn D. Lowry (MoMA). E poi gli artisti: Ai Weiwei, il primo della lista, è nono (era terzo l’anno scorso) e Marina Abramovic (11ma); Cindy Sherman (13ma); Gerard Richter (15mo). Si salta poi al 35mo posto per incontrare Isa Genzken, seguita da Steve McQueen. Re-entry, al 39mo posto, lo svizzero Thomas Hirschhorn, seguito da Theaster Gates (40); Rosemarie Trockel (41); Liam Gillick (42); Wolfgang Tillmans (44); Pierre Huyghe (45). Un salto di dieci posizioni per incontrare il Leone d’oro della 55ma Biennale Tino Sehgal (54); quindi Jeff Koons (56); Takashi Murakami (62); John Baldessari (63); le new entry Ryan Trecartin (64), Yayoi Kusama (67), Hito Steyerl (69); Mark Leckery (82); Zeng Fanzhi (83); El Anatsui (98) ed Eko Nugroho (100).

Massimiliano Gioni - Foto Giorgio Zucchiatti
Massimiliano Gioni – Foto Giorgio Zucchiatti

Italiani pochi, e soprattutto nessun artista. Ottimo il piazzamento di Massimiliano Gioni, curatore della 55ma Esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, nonché direttore della Fondazione Trussardi e direttore associato del New York’s New Museum. Lo troviamo in decima posizione, risalito di ben nove posti rispetto alla classifica del 2012. Per trovare un altro italiano dobbiamo arrivare al 77mo posto dove ci imbattiamo nel gallerista Massimo De Carlo che guadagna due posizioni rispetto al 2012; all’85mo ecco il trio di Galleria Continua: Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo; al 90mo ecco infine i galleristi  torinesi Franco Noero e Pierpaolo Falone.

(a.d)





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