“Davvero!” una mostra per Pompei

“Davvero!” una mostra per Pompei

Mentre l’Unesco bacchetta l’Italia per non essere capace di occuparsi di Pompei, mentre a Londra la mostra sulle città sepolte…


Mentre l’Unesco bacchetta l’Italia per non essere capace di occuparsi di Pompei, mentre a Londra la mostra sulle città sepolte dal Vesuvio sfiora i 300mila visitatori (diventeranno almeno 450mila entro settembre e la mostra diventerà il terzo maggior evento nella storia del British museum dopo Tutankhamon nel 72 e l’esercito di terracotta nel 2007), image003mentre ci continuiamo a chiedere in maniera anche retorica perché l’immaginario legato a Pompei ci sfiora così poco, una mostra al Museo archeologico di Napoli (nono museo più bello d’Italia secondo i viaggiatori di Trip Advisor ma visitato solo da 200mila persone l’anno) ci racconta che un tempo, diciamo nel XIX secolo, ma anche prima, le cose andavano diversamente. Alla visione delle antiche vestigia, seguivano esclamazioni di stupore. Oggi che che con italica sufficienza crediamo di aver visto tutto non siamo capaci di mettere assieme, con i nostri tesori, un evento come quello che sta facendo impazzire i londinesi, realizzato per altro con la collaborazione della Soprintendenza napoletana.

Ad ogni modo una visita la merita tutta anche la mostra che a partire da domani, 4 luglio, e fino al 6 gennaio è allestita all’Archeologico di Napoli. In esposizione ci sono le strade, i monumenti, le case, gli scorci più belli di Pompei “immortalati” negli acquerelli “dal vero” di Luigi Bazzani, scenografo e pittore nato a Bologna nel 1836 e vissuto a lungo a Roma dove insegnò anche all’Istituto di Belle Arti.

Si tratta di 31 acquerelli dell’Archivio Disegni della Soprintendenza e delle riproduzioni di alcuni di quelli custoditi presso il Victoria and Albert Museum e presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna, che illustrano con una straordinaria fedeltà al dato reale, gli angoli più suggestivi dell’antica città romana. Da qui il titolo “Davvero!” un’esclamazione quasi di meraviglia e nello stesso tempo una constatazione “dal-vero” della oggettività del lavoro di Bazzani.

Recita la nota della soprintendenza: “La mostra intende richiamare l’attenzione dei visitatori del Museo sugli scorci e ambienti di Pompei  più noti e normalmente accessibili  (il Foro, le terme, il Teatro piccolo, via di Mercurio, il vicolo del Farmacista) ma anche su altri di cui, grazie ai prossimi interventi di manutenzione e restauro, sarà possibile fruire  (Casa dei Vettii, Casa di Marco Lucrezio)“. Insomma, un auspicio di ciò che potremo tornare a vedere dal vero o uno sguardo 8e lo diciamo senza crederci) su ciò che perderemo per sempre.

La mostra, maturata nell’ambito di una lunga attività di ricerca a Pompei ed Ercolano a cura del Dipartimento di Storia Culture Civiltà – Sezione Archeologia dell’Università di Bologna, diretto da Daniela Scagliarini, è il risultato degli studi e ricerche di Riccardo Helg ed è realizzata dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, sede della mostra da marzo a maggio di quest’anno, con la partecipazione della Fondazione Banco di Napoli e di UniCredit. (a.d)

Teratro piccolo Pompei





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