Cultura, Letta promette l’inversione di rotta

Cultura, Letta promette l’inversione di rotta

La Cultura finalemnte al centro del dibattito politico. E non pare essere solo una divagazione estiva


Quelli sulla cultura sono tagli precedenti che danno effetti ora. Nella legge di stabilità, come ho promesso, invertiremo la rotta“, promette Enrico Letta in un tweet. Gli fa eco Massimo Bray che, dopo aver presentato al parlamento le cifre del disastro (note da tempo) afferma: “Tutto il Governo è ora impegnato in difesa della cultura: il Presidente Enrico Letta mantiene l’impegno preso sui beni culturali”. Cinema, teatri e Fondazioni liriche in subbuglio, musei e aree archeologihe senza fondi per il personale e per la manutenzione ordinaria. Il MiBac senza fondi per pagare utenze e canoni dopo aver subito il 58% di tagli nel bilancio dal 2008 ad oggi. Vi risparmiamo altre cifre (che potete leggere qui) e i dettagli del disastro.  E mentre il governo da Monza assicura che sarà l’Expo il volano per la ripresa dell’Italia,  Re Giorgio Napolitano punta su un senso di rinato orgoglio “quello che faremo di qui al 2015 proverà che possiamo avere fiducia in noi stessi“, dice. Ma la fiducia è pianta delicata, che va nutrita coi fatti. E l’Italia senza la cultura, senza il turismo culturale, senza il suo immenso patrimonio non ce la potrà mai fare a uscire dalle sabbie mobili. Da molte parti s’invoca l’intervento dei privati, ma anche questi vanno aiutati a sostenere il patrimonio attraverso provvedimenti che rendano più agevoli gli interventi su progetti specifici. Prima d’ogni cosa c’è però bisogno degli italiani, un capitale umano che nei millenni ha costruito il paese più bello del mondo. Solo ricordandoci dei nostri padri potremmo recuperare la fiducia cui Napolitano fa appello, tornare ad avere voglia di rimboccarci le maniche, di mettere in moto la fantasia e di cominciare a lavorare – ciascuno per quello che può – sulle soluzioni. (a.d)





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