Che storie! Cento anni di made in Italy in mostra a Milano

Che storie! Cento anni di made in Italy in mostra a Milano

“Che Storie!”, un viaggio nel mondo del design industriale e della creativita’ d’impresa, Milano, Palazzo della Ragione, 11 aprile – 12 maggio. Ingresso gratuito


Il “made in Italy” come un universo variegato che va dagli spaghetti alle Ferrari, dal tessile alla chimica, passando attraverso quelle piccole e gradi idee che hanno costruito il tessuto economico del Paese e la sua immagine migliore, a voler considerare il periodo storico dal dopoguerra ad oggi. Inaugurata nel mezzo della settimana milanese del design, la mostra raccoglie pezzi in arrivo da una cinquantina di musei e archivi d’impresa italiani, una realtà variegata riunita in associazione con lo scopo di diffondere quel vero e proprio patrimonio culturale che si conserva all’interno delle aziende.

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Storia e Memoria, Mito e Passione, Scoperta e Meraviglia le sezioni tematiche con le quali il curatore, Davide Ravasi, sintetizza tutte “le storie” che questi musei custodiscono gelosamente. Sorie di uomini e di prodotti che s’incrociano con la storia del paese, e l’aura mitica, generata dalla passione, di cui alcuni prodotti del made in Italy sono portatori e poi la scoperta e la meraviglia, dove il racconto ci fa toccare con mano la pura creatività del meraviglioso capitale umano di cui questo Paese è portatore. E allora spazio alle storie invisibili, quelle che stanno dietro agli oggetti che usiamo quotidianamente senza mai chiederci da dove vengano, come siano stati progettati e prodotti e di come siano arrivati fino a noi. Un’ultima sezione, infine, è dedicata proprio ai musei e agli archivi d’impresa come luoghi di conservazione e valorizzazione di una risorsa difficilmente imitabile come l’eredità storica e come fonte di ispirazione nello sviluppo di nuove strategie aziendali.

Cento anni di storia sfilano sotto i nostri occhi attraverso film e fotografie, oggetti e prototipi, bozzetti, manifesti, lettere e disegni a raccontare i cambiamenti della società nell’ultimo secolo e quei modelli culturali che i “marchi” hanno contribuito a costruire.

 

Spiega il curatore: “Abbiamo scelto di puntare sulle storie che questi musei raccolgono, raccontano e consentono di raccontare per affrontare trasversalmente temi che spaziano dal prodotto, al progetto, la storia, e le persone”.

Nel percorso di rievocazione dei primati e delle eccellenza non mancano le curiosità e gli aneddoti legati ai singoli prodotti, alle singole aziende: “Troviamo bozzetti d’artista di Depero dalla Galleria Campari accanto ai cocci del Mulino Bianco Barilla. Filmati d’archivio AEM e Breda accanto a Caroselli Branca. Calzature Ferragamo e Rossimoda accanto ad antichi occhiali dalla collezione Safilo e cavalli giocattolo dal Museo Artsana.  Casalinghi Guzzini in plastica colorata accanto a biciclette storiche dal Museo Nicolis. Schede multimediali che ci raccontano della storia di oggetti diversi come la liquirizia, le macchine da caffè, il cruscotto delle automobili e gli pneumatici. Sono così tante le possibili chiavi di lettura che tutti gli associati trovano piena rappresentazione. E la forza di questa rappresentazione si amplifica proprio perché è in relazione con altri prodotti ed esperienze d’impresa. Basti pensare all’evoluzione della comunicazione d’impresa resa attraverso manifesti e filmati, o piuttosto dall’esposizione di riviste aziendali, la cui varietà e ricchezza compone il quadro di una cultura complessa che merita di essere raccontata e riletta”.

E ci scappa anche qualche sorriso, talvolta di nostalgia a ripensare ai vecchi Caroselli o agli oggetti che hanno accompagnato la nostra infanzia, a volte sorrisi strappati da forma di genialità “diverse”, come il contatore a monete dell’Enel, che elargiva 300 kwh di energia ogni lira inserita. “Peccato che a Napoli avessero inventato la moneta di ghiaccio!”, sottolinea Ravasi.

Informazioni: www.museimpresa.com    (a.d)

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