Carla Accardi, addio alla donna che liberò la creatività femminile

Carla Accardi, addio alla donna che liberò la creatività femminile

Carla Accardi, la signora dell’astrattismo italiano, è morta oggi a Roma improvvisamente. Aveva 89 anni, stava preparando le opere per una nuova mostra in Belgio


Di Carla Accardi, femminista artista politica, coraggiosissima antesignana dell’Arte Povera ha avuto fama di magnifica ribelle. In realtà ha semplicemente, tenacemente ricercato nella sua lunghissima carriera quelle armonie universali che si nascondono nel segno e nel colore, negli spazi insondati tra visibile e invisibile, portando alla luce quel qualcosa d’altro che non conosce definizioni ma che è l’essenza stessa dell’arte.

Nata a Trapani nell’ottobre del 1924, Carla Accardi si trasferisce a Roma dopo aver finito gli studi all’Accademia delle belle arti di Palermo. Con l’impegno di conciliare la politica marxista con Accardi5l’arte astratta, nel 1947 firma il manifesto del gruppo Forma 1 con Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perrilli, Turcato e Antonio Sanfilippo, che avrebbe sposato. E’ la nascita dell’ astrattismo italiano. Con otto biennali alle spalle, con una vitalità ed una prolificità straordinarie, Accardi apparteneva a quella generazione di donne che ha decretato la fine dell’emarginazione della creatività femminile. Ha messo a punto una cifra inconfondibile, il suo marchio di fabbrica: segni bianchi su fondi neri che si colorano di tinte e forme diverse in veri e propri incastri geometrici. Li battezzò lavori “autorigenerativi”.

Negli anni ’50, Carla Accardi approda a quei tentativi in atto in tutto il mondo per rivoluzionare l’astrazione attraverso l’ibridazione dell’astrazione geometrica e della pittura gestuale, quindi comincia a introdurre segni pseudo – calligrafici nelle immagini astratte, per esplorare il rapporto tra figura e sfondo. Con gli anni ’60 torna al colore e inizia a dipingere su sicofoil, una plastica trasparente. Presenta queste nuove strategie alla Biennale di Venezia del 1964, con la plastica la sua opera acquista l’elemento scultoreo, questa fase del suo lavoro si sarebbe rivelata influente per Arte Povera. Con gli anni ’80 torna alla tela e sposta la sua attenzione ai segni e alla giustapposizioni cromatiche.

Carla Accardi ha esposto in tutto il mondo: dal PS1 Contemporary Art Center (ora MoMA PS1 ) , New York (2001), al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris che ne presentò nel 2002 una grande retrospettiva. Le sue opere sono esposte nei principali musei del contemporaneo. Accardi fu nominata Accademico di Brera a Milano nel 1996 e ha ricevuto il Cavaliere di Gran Croce l’anno successivo.





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