Caravaggio 1610- 2010. Notte “bianca” a Roma ed eventi a Porto Ercole

Caravaggio 1610- 2010. Notte “bianca” a Roma ed eventi a Porto Ercole

Il 18 luglio del 1610, Michelangelo Merisi da Caravaggio moriva a Porto Ercole, solo, fuggiasco, devastato dalle febbri e da…


Il 18 luglio del 1610, Michelangelo Merisi da Caravaggio moriva a Porto Ercole, solo, fuggiasco, devastato dalle febbri e da un salvacondotto verso la libertà che arrivò solo l’indomani. La sua parabola si concludeva a 39 anni nell’unico modo che la trama avrebbe ammesso se si fosse trattato di un romanzo: il ritorno nel buio dopo un’esistenza spesa a bramare la luce, a desiderala, a evocarla come mai nessuno, né prima né dopo di lui. Con qualche ragione, in questo anno che celebra la cifra tonda della scomparsa del genio lombardo, c’è chi ha esortato organizzatori di mostre ed eventi culturali a “lasciarlo in pace”, a  non trasformare il Caravaggio in un bene di consumo, a non impantanarne l’immagine nel luogo comune di “sublime e maledetto”, tanto per rendere fruibile il nuovo prodotto – non sempre di qualità –  lanciato sulla piazza culturale nel nome del più grande dei pittori. Ma il buono scaccerà dal mercato il cattivo, si spera.

Madonna dei Pellegrini

E se comunque continueranno per tutto l’anno ad inseguirsi gli eventi dedicati all’artista più amato di sempre; da Roma, dopo il successo della mostra alle Scuderie del Quirinale (600mila persone accorse a vedere soli Caravaggio doc), arriva un ennesimo invito a ritrovare un Merisi autentico. Quello da cercare nei suoi luoghi: nelle chiese e nei musei della città che fece sua, e della quale frequentò con avidità i contrasti; dividendosi tra bettole e palazzi nobiliari, tra la gente del popolino e gli alti prelati, tra la notte della vita e la luminosità del cielo. Quel buio dipinto dove ciò che non si vede si percepisce.

Non è un caso dunque che domani sera, nell’esatta ricorrenza del quattrocentesimo anniversario della morte, la città di Roma propone di omaggiare il pittore seguendo un percorso notturno, nella  “Notte di Caravaggio” ecco aprirsi gratuitamente al pubblico dal tramonto al giorno dopo (ore 19- ore 9) i luoghi che custodiscono le sue opere: musei e chiese collegati da una linea continua di bus-navetta.

Un percorso che parte dai capolavori della Galleria Borghese: il Ragazzo con il canestro di frutta, il Bacchino malato (nel quale si riconosce un autoritratto giovanile), il San Girolamo scrivente, la Madonna dei palafrenieri, Davide con la testa di Golia a cui si aggiungeranno eccezionalmente il Narciso e la Giuditta che taglia la testa a Oloferne di Palazzo Barberini e quindi il San Giovanni Battista della Galleria Corsini e quello conservato alla Pinacoteca Capitolina. Il tutto in quella che era la casa – museo del Cardinal Scipione Borghese, luogo che certo Caravaggio conobbe quando, da ventenne povero ma di talento si trasformò in artista conteso dalle famiglie più blasonate di Roma.

Il cammino nella notte caravaggesca prosegue attraversando tre chiese che custodiscono opere straordinarie: in santa Maria del Popolo, il Saulo sulla via di Damasco, dove il buio trova la luce divina che trafigge il santo e poi quella Crocifissione di Pietro dove la luce diventa invece più lieve, luce che non scotta. Altra chiesa, Sant’Agostino dov’è possibile vedere  la Madonna di Loreto, è conosciuta come la Vergine dei pellegrini, dove i pellegrini adoranti hanno i piedi sporchi. Ultima tappa, a pochi passi, a San Luigi dei Francesi, qui, nella cappella Contarelli tre dipinti raccontano con teatralità la storia di Matteo: dalla celeberrima vocazione fino martirio, con l’illustrazione di un’esecuzione capitale alla quale il Carvaggio volle “partecipare” ritraendosi tra le comparse. E’ dalla committenza per questa chiesa che la consacrazione del Merisi fu definita.

San Giovanni Battista - Roma, Galleria Borghese

Caravaggio a Porto Ercole

Dopo aver abbandonato Roma nel 1606 dopo aver ucciso un uomo, cominciano per Caravaggio quattro anni di pregerinazioni che lo porteranno a Napoli, Malta, Palermo e poi ancora Napoli, dove s’imbarca con tre dipinti ne1l’estremo tentativo di tornare a Roma. Le opere erano probabilmente destinate al Cardinale Scipione Borghese, l’unico in grado di commutare la sua pena in grazia, permettendogli di tornare ad una vita vera. Ma non fece in tempo a consegnargliele.

Per celebrare Caravaggio, Porto Ercole, che l’accolse in punto di morte propone da domani fino al 18 agosto l’esposizione del San Giovanni Battista della Galleria Borghese, opera unanimemente riconosciuta dalla critica come appartenente al prezioso carico dell’imbarcazione. Il dipinto verrà posto nell’antica chiesa di Porto Ercole all’interno di una speciale teca di cristallo climatizzata e illuminata in modo che il pubblico  possa ammirarla da vicino. Un filmato di Antonio Farisi, inserito all’interno dell’allestimento, racconterà gli ultimi momenti della vita del Caravaggio attraverso spezzoni tratti dai film che dagli anni ’30 ad oggi hanno ripercorso la storia della vita del grande artista lombardo. Durante l’esposizione sono in programma una serie di eventi collaterali.

Bacco
Caravaggio, La conversione di San Paolo
La vocazione di San Matteo
Caravaggio Martirio di San Pietro
Giuditta e Oloferne




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