Candida Höfer, la bellezza come ricerca. Una mostra imperdibile a Roma

Candida Höfer, la bellezza come ricerca. Una mostra imperdibile a Roma

Candida Höfer per la Galleria Borghese. Dal 20 giugno fino al 15 settembre 2013


Candida Höfer, sobrio caschetto, austera sessantenne tedesca, in abiti dal taglio maschile, schiva e solitaria, è una fotografa con l’ossessione degli spazi museali, dei teatri, delle chiese e delle antiche biblioteche, di luoghi insomma dove dimora perennemente la bellezza e l’ armonia.

Le sue fotografie sono di grande formato, perfette in ogni particolare, lo sguardo è centrale così da restituire allo spettatore una visione prospettica perfetta di centralità e compostezza assoluta, domina una maniacale ossessione per la perfezione e la prospettiva totale, una totalità ricercata come unico modo per poter abbracciare in un solo sguardo tutta la potenza di spazi dove trionfa la storia e l ‘arte con il loro eterno bagliore.

candida-hoferOvviamente in questi spazi la Höfer non vuole presenze umane ne’ segni di una temporalità recente come estintori , scritte ecc…; lo spazio, nell’idea della fotografa tedesca, dev’essere perfettamente austero e senza tempo.

Di questo austero sguardo ci si potrà deliziare alla Galleria Borghese di Roma all’interno della celebre Galleria del Lanfranco.

Le fotografie esposte riproducono la ricostruzione originaria della collezione Borghese, resa possibile in occasione della mostra I Borghese e l’Antico, che riportò nella Galleria i più importanti capolavori dell’arte antica appartenuti alla collezione, raccolti in massima parte dal cardinale Scipione Borghese agli inizi del Seicento e oggi nucleo essenziale delle raccolte di antichità del Louvre, dopo la vendita imposta dall’imperatore Napoleone Bonaparte al cognato Camillo Borghese nel 1807.

All’interno di queste splendide fotografie si possono ammirare  capolavori assoluti: le Tre Grazie e l’Ermafrodito dormiente,  il Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini, la celebre Paolina Bonaparte Borghese, Venere Vincitrice di Antonio Canova.

Una documentazione storica delle opere d’arte che è parte integrante degli arredi e dei decori e della composizione degli spazi.

Lo sguardo di Candida Höfer è per certi versi anche inquietante, queste sue enormi fotografie infatti nella loro ambizione di riaffermare l’eternità di ciò che già è tale per statuto proprio, ovvero le opere d’arte e i luoghi che le ospitano, destabilizzano lo sguardo dello spettatore che, di fronte a tale maniacale riproposizione, si trova spaesato, fuori scena. Tale è la suggestione dell’eterno che le fotografie della Höfer tentano di riprodurre.

Insomma se vi è un aggettivo che racchiude il senso del lavoro di Candida Höfer questo e’ sublime, nel senso più kantiano possibile, il sublime matematico, descritto da Kant nella Critica della capacità di Giudizio, che nasce dalla contemplazione delle cose immobili e fuori dal tempo.

Per questo motivo le opere di Candida Höfer hanno sullo spettatore un effetto moralizzante riportandolo in un solo colpo d’occhio alla sua natura finita e precaria nei confronti dell’eterna maestosità di cotanta bellezza. (www.galleriaborghese.beniculturali.it ) (Virginia Zullo)





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