Bill Viola nella Sala dei Giganti, un dialogo visivo a Palazzo Te

Bill Viola nella Sala dei Giganti, un dialogo visivo a Palazzo Te

Bill Viola: The Raft a Mantova Palazzo Te 23 novembre 2013 – 20 febbraio 2014


Un dialogo mai interrotto quello tra Bill Viola (New York, 1951), il più grande video artista al mondo, e l’arte italiana. Le sue rielaborazioni da opere del Pontormo o di Masolino, il suo dialogo col Caravaggio in una bella mostra firmata a Napoli qualche anno fa restano, tra le tante esperienze che si potrebbero citare, a raccontare come le distinzioni temporali perdano ogni senso, e parole come contemporaneo o antico diventino termini privi di consistenza quando gli artisti mirano, consapevolmente, all’essenza.

780px-Gigants1E Bill Viola in questo caso lo fa attraverso un video di dieci minuti realizzato nel 2004. Il titolo “The raft”, la zattera, rimanda immediatamente a imprese eroiche e disastrose, alla zattera della Medusa di Gericalut, oppure, ed è questo l’accostamento ricercato oggi, agli affreschi di Giulio Romano della Sala dei Giganti dello stesso Palazzo Te, dove lo spazio è completamente occupato un unico affresco che pone lo spettatore al centro di una catastrofe. La furia di Zeus, il suo scatenare gli elementi contro i Giganti che tentano di ascendere all’Olimpo in uno sforzo disumano e intanto vengono trascinati a riva da violenti flussi di acqua, nel disperato tentativo di mettersi in salvo. Straordinaria apologia della resistenza, e della volontà della vita, contro la preponderanza degli eventi. Allo stesso modo il videoartista americano misura, attraverso un’inquadratura fissa e immagini rallentate, la caduta e la resistenza di un gruppo di diciannove persone investito da un violento getto d’acqua.

 

Nella lentezza dei fotogrammi l’occhio umano riesce così a cogliere, come in un affresco, la tensione, lo sforzo, la sorpresa di questi esseri, il loro percepire la situazione come un’emergenza. I getti d’acqua sono talmente violenti che alcuni personaggi cadono per terra immediatamente, altri invece riescono a restare in piedi, seppur a stento. Improvvisamente com’era arrivata, l’acqua si ferma, lasciando gli individui attoniti e increduli, alcuni sollevati, altri agonizzanti. Immagine della condizione umana dopo la catastrofe, evocazione di potenza straordinaria di eventi, che purtroppo, ci stiamo sempre più abituando a conoscere. Certo, Bill Viola non voleva parlarci direttamente dei cambiamenti climatici, dei tifoni che imperversano sul mondo lasciando morte e devastazione dietro di sé, eppure la sua ricerca estetica, è di questo, oggi, che ci parla.  E lo fa in realtà da quarant’anni addentrandosi da sempre, con una sapienza tecnica mirabile, nell’esplorazione degli aspetti spirituali e percettivi dell’esperienza umana, e ponendo l’attenzione sui temi universali dell’umanità: la nascita, la morte, la scoperta della consapevolezza del sé. Bill Viola antico, classico, moderno, contemporaneo. (a.d)





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