Biennale Architettura, Cino Zucchi e il Padiglione Italia

Biennale Architettura, Cino Zucchi e il Padiglione Italia

Sarà il milanese Cino Zucchi, il curatore del Padiglione Italia alla 14ma Biennale d’architettura di Venezia, in programma dal 7 giugno al 23 novembre 2014


Ieri il conferimento dell’incarico di curatore da parte del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo a Cino Zucchi, professore ordinario al Politecnico di Milano e visiting professor in Housing and Urbanization al GSD di Harvard.  Zucchi è un progettista nel campo dell’architettura e del disegno urbano che pone particolare accento al rapporto tra innovazione e interpretazione del contesto.
RicercaPerDocentiPublic.doTra i suoi progetti più conosciuti, l’ampliamento del Museo Nazionale dell’Automobile a Torino, il piano per Keski Pasila a Helsinki e la riforma dell’area ex Junghans a Venezia.
Con l’installazione Copycat alla XIII Biennale di architettura 2012, Cino Zucchi Architetti (CZA) ha ottenuto una menzione speciale “Copycat. Empatia e invidia come modulo” (Empathy and Envy as Form Makers.), il titolo completo di un contributo basato sul concetto che “siamo tutti un po’ imitazioni”, ovvero seguendo il principio che le culture si propagano lungo processi “infettivi” che combinano imitazione e innovazione CZA ha presentato una collezione di oggetti “quasi-simili” e d’immagini a suggerire l’idea che “la somiglianza” piuttosto che “l’originalità” è il luogo ideale dove le persone trovano un terreno comune.

 

A Zucchi il compito di raccontare il nostro Paese nell’ambito della rassegna che vedrà come curatore dell’esposizione internazionale l’olandese Rem Koolhaas (la Biennale architettura segue la falsariga della Biennale d’arte con un’esposizione internazionale, i padiglioni nazionali e gli eventi collaterali), che ha scelto come tema Fundamentals. E spiegava “Idealmente ci piacerebbe coinvolgere tutti i Paesi rappresentati su un unico tema – Absorbing Modernity: 1914-2014 – e indurli a mostrare, ciascuno a modo proprio, il processo di annullamento delle caratteristiche nazionali a favore dell’adozione su scala quasi universale di un singolo linguaggio moderno all’interno di un singolo repertorio di tipologie. […] Raccontando in modo cumulativo la storia degli ultimi 100 anni, le mostre che si svolgeranno all’interno dei Padiglioni Nazionali daranno luogo a una panoramica globale dell’evoluzione dell’architettura verso un’unica estetica moderna e, allo stesso tempo, sveleranno all’interno della globalizzazione la sopravvivenza di caratteristiche e mentalità nazionali uniche che continuano ad esistere e fiorire all’interno delle culture individuali, anche con l’intensificarsi della collaborazione e dello scambio internazionali…

 

La 13ma Biennale d’Architettura, diretta da David Chipperfield, aveva visto come curatore del Padiglione Italia, Luca Zevi, artefice di un progetto dedicato ad Adriano Olivetti dal titolo “Le Quattro Stagioni, Architetture del Made in Italy da Adriano Olivetti alla Green Economy”.  Una figura, quella di Olivetti, che la tv in tempi recentissimi ha reso nuovamente popolare grazie ad una fiction. Quali saranno i temi ispiratori di Zucchi è ancora presto per dirlo, sta di fatto che sulla XIV Biennale di Architettura grava la vicinanza dell’Expo 2015, evento troppo importante per restare nell’ombra. (a.d)





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