Benvenuto Disertori – Un segno Liberty: la mostra a Torre Vanga

Benvenuto Disertori – Un segno Liberty: la mostra a Torre Vanga

In provincia di Trento, fino al 2 settembre, uno monografica dedicata al maestro dell’incisione italiana, una mostra che scava nel suo lato inedito di ritrattista e di artista Liberty dedito alle allegorie.


La mostra dedicata a Disertori, propone una selezione di disegni e grafiche inedite, che suscitano alcune considerazioni riguardo ai primi anni di attività dell’artista, ancora poco conosciuti, quasi inediti e ipotesi in relazione alla sua produzione xilografica e calcografica.

L’inedito ritratto di Gabriele D’Annunzio, oggi di ubicazione ignota, pubblicato nel 1905 sulle pagine della “Domenica del Trentino”, ma sottaciuto da quasi tutta la letteratura critica e primo da tutti dallo stesso Disertori, che non ne fa mai menzione nei suoi scritti. Un’omissione che assume un certo interesse, anche in seguito al ritrovamento nella Biblioteca del Vittoriale di due suoi testi, L’incisione italiana e L’elogio dell’astrologia, pubblicati da Disertori nel 1931 e inviati come omaggi al Vate con dedica personale.

Negli anni immediatamente successivi al 1905, Disertori assimilò a fondo la cultura Liberty del proprio tempo, frequentando ambienti dannunziani nella Venezia di Ca’ Pesaro tra il 1907 e il 1908, e in seguito il Kunstverein di Monaco di Baviera.

 

 

La mostra, attraverso un lavoro di ricerca reso complesso da una certa difficoltà di reperimento delle fonti, rintraccia proprio negli anni Dieci l’origine di una netta predilezione per la raffigurazione allegorica, che poi si ritroverà in tutta la produzione successiva di Benvenuto Disertori, inclusi lavori tardi che declinano il nudo classicistico attraverso la profonda conoscenza delle fonti antiche.

Un Disertori perennemente in viaggio, quello degli anni Dieci, che si presentava come “Peregrinus de Tridento”. Muovendosi verso nord l’artista si stava appropriando di un tratto caratteristico dell’Europa Liberty, che evidentemente trovava congeniale: l’ironia, un certo compiacimento nell’osservazione delle forme eleganti ed estenuate del decadentismo. Lo si può apprezzare ad esempio nelle chine “Uomo con sigaretta” (1908), “Il Pensatore” (1909-10) o ne “L’edera” (1911-13), che accosta il nudo femminile all’elemento vegetale dell’ albero. E anche nell’olio del 1912 dipinto dall’amico Antonio Rizzi, in cui Disertori si faceva ritrarre vestito come Oscar Wilde, contro una tappezzeria damascata e con un’acconciatura che lo fa molto somigliante ad Audrey Beardsley.

L’osservazione acuta, il tratto nordico, la resa per accumulazione di elementi naturali come le foglie, la fascinazione per il tipo sociale del dandy: sono elementi tutt’altro che effimeri per la vicenda artistica di Disertori, che resteranno vitali anche quando la sua produzione artistica si orienterà verso soggetti decisamente diversi.

L’ampia panoramica offerta da questa mostra permette di ricostruire questi aspetti, e in alcuni casi di suggerire chiavi di interpretazione del tutto inedite.





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