ArtRio: Brasile potenza economica, mecca per il mercato dell’arte

ArtRio: Brasile potenza economica, mecca per il mercato dell’arte

E’ considerata una delle fiere d’arte emergenti più importanti al mondo ArtRio, apre oggi nel porto di Mauà mettendo in scena le proposte di un centinaio di gallerie tra le più importanti del mondo, in arrivo da 14 paesi. Da Gagosian a White Cube, sino ai bei nomi di casa nostra, leggasi: Cardi, Monica De Cardenas, Massimo De Carlo, Thomas Brambilla, Galleria Gentili


Nel 2012, il Brasile si è attestato come la sesta potenza economica del mondo, con un PIL superiore a 1,840 miliardi di dollari. Può questo boom economico dare linfa al mercato dell’arte per raggiungere una nuova importante dimensione, com’è accaduto in Cina? Sarà questo paese, con la sua tradizione artistica – e ricordiamo che questo è il paese della Biennale di San Paolo, una delle più antiche al mondo – essere in grado, grazie alla sua nuova forza economica, di influenzare il mercato dell’arte, che per sua natura è molto dinamico? Nel contesto attuale, pieno di incertezze, l’arte è un settore molto ambito da parte dei risparmiatori. Può il Brasile, con i suoi tanti multimilionari, seguire questa tendenza?

Il mercato brasiliano oggi rimane ancora limitato: rappresenta solo una parte marginale di tutte le attività di trading d’arte nel mondo (meno dello 0,5%). Ma, come accaduto con l’ascesa della Cina, le cose possono cambiare in pochi decenni. E come proprio ArtRio dimostra, l’interesse per l’arte nel paese sudamericano è in continua crescita. Nei primi due anni la rassegna ha richiamato oltre 120mila persone e realizzato vendite per oltre cento milioni di dollari. E allora arriva come una ventata d’aria fresca, un’opportunità anche per gli italiani che a Rio si presentano  con grandi nomi del contemporaneo: Burri, Boetti, Uncini, Paolini, Fontana, Kounellis e Manzoni, tra gli altri. E nella sezione LUPA, quella dedicata ad opere di grande e grandissimo formato, spicca tra i dieci artisti scelti da Abaseh Mirvaliva, quello di Giuseppe Penone.

 

Rio – Shanghai sembra proprio viaggiare lungo quest’asse il futuro dell’arte contemporanea. (a.d)

 

 





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