Arte & Vino, così Verona si prepara all’Expo 2015

Arte & Vino, così Verona si prepara all’Expo 2015

Per Expo 2015 dedicato al tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, Verona, la città che ospita la più importante fiera enologica del Paese, proporrà una originale mostre: “Arte e Vino” è il titolo provvisorio dell’esposizione che dal 4 aprile al 2 agosto 2015 sarà al Palazzo della Gran Guardia. Promossa dal Comune e da Veronafiere insieme ad altre Istituzioni pubbliche e private, è prodotta con Villaggio Globale International


Curato da Annalisa Scarpa e Nicola Spinosa, l’evento espositivo nasce con l’obiettivo di indagare sotto nuova luce e di valorizzare un soggetto e un tema – il vino appunto – la cui storia antichissima abbraccia le grandi civiltà del passato e ha radici profonde nella tradizione italiana.
Un’eccellenza che ha segnato indelebilmente anche la nostra cultura artistica, divenendo soggetto ispiratore di grandi maestri.
L’immagine del vino nelle sue diversificate e variegate forme e interpretazioni è da sempre una presenza costante nelle opere d’arte, dalla pittura alla scultura fino alle arti decorative, ed è intorno a questo elemento di assoluto valore identitario che si è voluto disegnare un progetto espositivo innovativo e di grande suggestione.

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È l’occasione per narrare, grazie a capolavori di tutti i tempi provenienti dai principali musei e collezioni internazionali, l’approccio dell’artista con questo soggetto, traducendone i mutamenti, le sfaccettature, le simbologie, in un excursus che presenterà opere dall’antichità al Novecento: dalla fertilità del Rinascimento al Settecento seduttivo e mondano, alla vita borghese dell’Ottocento, sino a giungere alle espressioni più moderne o astratte del XX secolo.

Una mostra corale, un grande affresco, florilegio scoppiettante di colori luci e suoni, che innanzitutto creerà una lieson evocativa tra le scuole artistiche
regionali italiane e i territori della produzione vinicola, a mostrare come vino e arte siano entrambi espressioni della cultura e dell’identità dei luoghi.
Quindi, se pure si concentrerà sulle espressioni più alte dell’arte italiana che hanno colto l’essenza di questo soggetto in molteplici manifestazioni – nella
mitologia, nella religione, nel mondo dei sentimenti, della convivialità e del lavoro
– non mancherà di proporre anche un affascinante e intenso dialogo tra le
creazioni artistiche italiane e quelle di artisti stranieri che hanno avuto uno stretto rapporto con l’Italia, sia culturale sia di vera e propria frequentazione con il nostro territorio.

Dunque Giovanni Bellini, Arcimboldo, Luca Giordano, Caravaggio, Guido Reni, Annibale Carracci, ma anche Lucas Cranach, Peter Paul Rubens, Ribera, Nicolas
Poussin, Jacob Jordaens; e poi Jacopo Tintoretto, Tiziano, Giulio Carpioni, Sebastiano Ricci, i Bassano, Gerrit van Honthorst, Philippe Mercier, Nicholas Tournier,
Goya e, via via, fino a Boccioni, Depero, Guttuso insieme a Manet, Degas, Picasso e Magritte.

Vi è una relazione inevitabile tra i sensi dell’uomo e il vino: dal tatto, quando la mano afferra il bicchiere, all’olfatto che ne coglie le fragranze, alla vista che ne
osserva le rifrangenze, al gusto che lo assapora, fino anche all’udito, in quanto esso diventa momento di convivialità, incontro, e quindi di dialogo.
Gli artisti si sono fatti interpreti di questo dialogo in immagine, cogliendone le sfumature in un linguaggio fatto di luce, materia e colore.

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Il percorso espositivo, suddiviso in sezioni tematiche in relazione tra loro, condurrà dunque dal tema del mito, ove spicca l’ambivalente figura di Bacco
dio dell’ebbrezza e della follia, ma anche del lavoro e della produttività della terra e protettore delle arti e della creatività
, a quello della religione con iracconti del Vecchio e del Nuovo Testamento interpretati dall’estro e dal pennello dei grandi Maestri;
dai piaceri dell’incontro, dei sensi e della frequentazione, passando per quelli dedicati al lavoro e allo scorrere delle stagioni rievocati in tante raffigurazioni dal Medioevo al XX secolo.

 

(r.v)





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