Arte sacra, i Carabinieri restiuiscono alla Chiesa beni rubati per un milione di euro

Arte sacra, i Carabinieri restiuiscono alla Chiesa beni rubati per un milione di euro

I Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio hanno restituito al vicariato di Roma oltre 60 beni d’arte trafugati in 26 furti consumati nelle chiese e basiliche romane e del Lazio per il valore di un milione di euro


Sono oltre 60 gli oggeti d’arte, di prevalente natura ecclesiastica, sequestrati dal Comando CC TPC nel contesto di un’attività investigativa condotta tra Lazio, Campania e Basilicata. Candelabri, dipinti, calici, reliquari, sculture, preziosi pastori da presepe, ostensori, oggetti preziosi trafugati da quegli scrigni sino troppo facili da forzare rappresentati dalle chiese, troppe volte mal custodite e scarsamente sorvegliate. Il generale dei Carabinieri Mariano Mossa li ha consegnati nel corso di una cerimonia alla presenza del ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Massimo Bray, al cardinale Agostino Vallini, vicario del Santo Padre per la diocesi di Roma e presidente della Conferenza Episcopale Laziale.

Tra i beni riconsegnati, una coppia di candelieri in metallo dorato del XIX sec. e  un candelabro a tre fuochi in legno intagliato e dorato del XVII sec., rispettivamente rubati nel 2005 e nel 2006 dalle chiese di Sant’Ignazio di Loyola e di San Francesco a Ripa, entrambe vicinissime al Comando tutela patrimonio culturale dei Carabinieri. Mentre tra i pezzi storicamente più interessanti, un’epigrafe in marmo trafugata dalla Chiesa di Santa Cecilia. L’insegna recava un’iscrizione dedicatoria alla regina Clementina Subiescki Iacobi, che dimorò presso il Monastero di Santa Cecilia tra il 1725 ed il 1727.

 

LE INDAGINI

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, sono iniziate nel 2011, a seguito di controversie sorte per la spartizione di un’eredità lasciata da un avvocato, il quale aveva investito ingenti capitali nell’acquisto di una collezione di centinaia di opere d’arte, tra cui un presepio napoletano del XVIII sec. ed una importante collezione di dipinti, mobili, sculture e argenti sacri.

La successiva commercializzazione di alcuni beni di pregevole fattura, collocati sul mercato antiquario dall’erede in linea diretta, destava però qualche sospetto di troppo.Ricorrendo alla Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando CC TPC, e con la fattiva collaborazione della Soprintendenza e degli Uffici Diocesani dei Beni Culturali, gli inquirenti hanno presto individuato l’origine furtiva dei beni. Le attività di recupero, tuttavia, sono state complicate dal fatto che i beni erano stati distribuiti in varie abitazioni e magazzini dall’erede e dai suoi familiari, proprio per renderli difficilmente rintracciabili. Dieci persone sono state denunciate per ricettazione, tra cui un mercante d’arte della Capitale, ritenuto il principale ricettatore della preziosa refurtiva sacra.

DIMINUISCONO I FURTI NELLE CHIESE E AUMENTANO I RECUPERI

Nei primi otto mesi del 2013, i furti d’arte perpetrati in danno di Chiese rappresentano circa il 56,4% del numero complessivo, con 213 furti (asportati complessivamente 1115 oggetti). Tuttavia si è registrato un calo del 32,6% rispetto ad analogo periodo dell’anno precedente (in cui erano stati asportati 4162 oggetti). I beni sottratti sono quelli di facile occultamento e trasporto:candelieri, ex voto, pissidi, reliquari e crocifissi. Nell’intero anno 2012, a Roma, sono stati denunciati 20 furti in cui sono stati asportati 2372 oggetti. Nei primi 9 mesi del 2013, a Roma, sono stati denunciati 7 furti in cui sono stati asportati 104 oggetti, con un calo del 95,4%. Nell’anno in corso, il Comando CC TPC in campo nazionale ha recuperato 198 oggetti ecclesiastici, con un aumento del 53,48% rispetto ad analogo periodo del 2012.

(g.m)

 





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