Arte rubata, i Carabinieri ritrovano undici opere sparite 40 anni fa

Arte rubata, i Carabinieri ritrovano undici opere sparite 40 anni fa

I carabinieri del comando TPC (tutela patrimonio artistico e culturale) recuperano 8 falsi e undici opere rubate 40 anni fa


L’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma ha preso le mosse da un controllo amministrativo presso una galleria d’arte della capitale dove i militari individuavano alcune opere contemporanee contraffatte (Mario Schifano, Alighiero Boetti, Franco Angeli) ne sono seguite le indagini di rito (pedinamenti ai sospettati, perquisizioni ecc) che hanno portato dritto ad un primo ricettatore trovato in possesso di 9 dipinti del XVII secolo, di un capitello romano in marmo (II-III sec. d.C) e di una pregevole acquasantiera in marmo del ‘600. Tutte opere rubate nel 1974 ad un noto antiquario romano ed inserite nella banca dati del TPC e in quella dell’Interpol di Lione. Il loro valore si aggira sui 600mila euro, 4 i denunciati per ricettazione e contraffazione.

Come riferisce la nota stampa di Mibac e Carabinieri “L’eccezionalità dell’operazione, oltre al ritrovamento di opere trafugate ben 40 anni prima, è rappresentata dalla eterogeneità di opere sia di archeologia che di arte antica e contemporanea. Questo dato mostra la convergenza di cointeressenze sempre più eclettiche attraverso cui i flussi di denaro della criminalità organizzata e dei singoli mercanti alimentano il traffico illecito di opere d’arte. D’altronde il patrimonio culturale è costantemente aggredito da forme criminali sempre più specializzate e che evolvono le proprie tecniche grazie ai capitali illegali immessi nel settore. La fluidità del mercato consente ai capitali che regolano ed indirizzano l’economia illegale, di rendere invisibile il reinvestimento, spesso attraverso forme di riciclaggio, delle risorse finanziarie di matrice criminale.
Tuttavia, la caparbietà ed il costante impegno a salvaguardia della memoria comune rappresentata dal patrimonio culturale, hanno consentito agli investigatori di superare le criticità dettate dall’accortezza dei soggetti coinvolti e dal tempo che ha contribuito a lenire le tracce. Attraverso il fondamentale supporto della Banca Dati T.P.C., venivano contestualizzati i vari passaggi delle opere trafugate tra alcuni dei soggetti denunciati. A distanza di 40 anni dalla commissione del furto, con il sopraggiunto decesso sia della vittima che del primo ricettatore, i beni sono stati recuperati seguendo un filo investigativo che ha consentito di individuarli quando oramai avevano preso strade differenti. Le opere ora saranno restituite agli eredi dell’antiquario romano“.
(g.m)

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