Arte Povera 2011. Prima tappa, Bologna

Arte Povera 2011. Prima tappa, Bologna

Ha preso avvio dal MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (www.mambo-bologna.org) quella che a tutti gli effetti si può…


Ha preso avvio dal MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (www.mambo-bologna.org) quella che a tutti gli effetti si può definire – contestazioni incluse – la mostra evento di questa stagione: la mostra delle mostre che Germano Celant cura in otto musei italiani con la collaborazione dei relativi direttori.

Era il 1967, Celant annusò l’aria di cambiamento e inserì la chiave di avviamento in una macchina pronta a mettersi in moto, su Flash Art il critico-artista faceva appello alla necessità di un’arte “guerrigliera” e ci vide giusto. Dopo 45 anni l’arte povera rimane l’unico movimento italiano del dopoguerra capace di esercitare la propria influenza a livello internazionale, un’influenza che non ha ancora esaurito la sua spinta.

I numeri della rassegna sono imponenti : 250 installazioni che coinvolgeranno otto istituzioni culturali da Nord a Sud, i più importanti nomi del movimento chiamati all’appello (e non è strano che si tratti degli artisti italiani più apprezzati all’estero) e poi una cinquantina di opere tra sculture, installazioni, videoproiezioni di artisti internazionali che all’Arte Povera devono qualcosa, o molto: Acconci, Andre, Baldessari, Beuys, Kosuth, Le Witt, Nauman, Smithson, Weiner.

E ancora, un monumentale catalogo edito da Electa (600 pagine, 580 immagini, 33 saggi) che racchiude il tutto. (per approfondire l’evento in generale rimandiamo all’articolo già pubblicato). La somma dà il progetto espositivo più importante mai realizzato su un movimento chiave dell’arte contemporanea italiana.

Arte povera 1968

 Punto di partenza è dunque la città di Bologna, mentre occorrerà attendere le prossime settimane per assistere alle aperture di Rivoli, Milano, Napoli, Bari, Bergamo, Roma.

La mostra presentata al MAMbo ha per titolo Arte povera 1968 ed è curata da Celant con Gianfranco Maraniello. Lo spunto è una delle prime esposizioni dell’Arte povera tenutasi proprio a Bologna, alla Galleria de’ Foscherari, nel febbraio 1968. Infatti vengono presentate alcune delle opere esposte durante la storica mostra alle quali si aggiunge una selezione di materiali – cataloghi, libri d’artista, manifesti, inviti e documenti realizzati a partire dalla fine degli anni sessanta – concernente il movimento e i suoi contributi linguistici.

Ad accogliere i visitatori le immagini del fotografo Paolo Mussat Sartor che tra il 1968 ed il1987 ha realizzato una serie di ritratti dei protagonisti dell’arte povera.

Nella vicina Sala delle Ciminiere, ecco le opere anni Sessanta di Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio. Altra sezione: Bologna 1968, specificamente dedicata alla mostra storica che si svolse dal 24 febbraio al 15 marzo 1968 alla Galleria de’ Foscherari. L’esposizione, di poco successiva alla presentazione ufficiale del movimento, vide la partecipazione di Zorio, Boetti, Pascali, Pistoletto, Mario Merz, Kounellis, Paolini, Fabro, Anselmo, Prini, Ceroli e Piacentino. L’evento venne documentato per la prima volta attraverso le pagine di un catalogo divenuto parte integrante della storia dell’Arte povera.

Per tutto il 1968 Bologna fu luogo fondamentale del dibattito critico attraverso un ciclo di conferenze tenute da una schiera di eminenti critici e storici dell’arte (da Apollonio a Calvesi, da Barilli a Guttuso) i cui interventi furono raccolti in un quaderno curato da Pietro Bonfiglioli per le edizioni de’ Foscherari e analizzano le modalità espressive, le contraddizioni e le conseguenze di quel nuovo atteggiamento così fortemente aperto al momento storico.  A chiudere la mostra I libri secondo l’Arte povera. 1966-1980, a cura di Giorgio Maffei e Corraini Edizioni. I libri, i manifesti, i cataloghi e tutte le imprese editoriali assumono grande importanza nel percorso e nello sviluppo del movimento.

Dal celebre articolo “Appunti per una guerriglia” pubblicato su Flash Art nel 1967 o dal “Notiziario” con cui Germano Celant organizza cronaca e dibattito critico attorno alla mostra in corso alla Galleria de’ Foscherari, si giungerà presto a storicizzare il fenomeno attraverso monografie, libri d’artista e pubblicazioni.

Alighiero Boetti Panettone (Pietre e lamiere), 1967/1993 Museum of Art Lucerne
Pier Paolo Calzolari Un flauto dolce per farmi suonare, 1968 Fondo Calzolari
Mario Ceroli Otello, 1966 Collezione Privata / Private Collection, Padova
Mario Merz Igloo con albero, 1968-1969 Photo© Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli / Photo© Paolo Pellion, Torino
Mario Merz Numeri codati, 1970-75 Collezione Merz, Torino Photo© Matteo Monti
Giulio Paolini Averroè, 1967 Collezione dell’artista / Collection of the artist Photo© Matteo Monti
Pino Pascali 1 metro cubo di terra, 1967 Collezione Prada, Milano Photo© Matteo Monti
Michelangelo Pistoletto Venere degli stracci, 1967 Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli Photo© Paolo Pellion
Gilberto Zorio Senza titolo, 1966 Collezione dell’artista / Collection of the artist Photo© Michele Sereni
Gilberto Zorio Luci, 1968 Collezione dell’artista/Collection of the artist Photo© Michele Sereni
Giovanni Anselmo Senza titolo, 1967 Photo© Paolo Mussat Sartor - Courtesy Archivio Anselmo
Jannis Kounellis Senza titolo, 1968 Collezione Giulio Romieri




COMMENTI

    Lascia una risposta


    Vedi tutto