Arte Povera 2011, nuova puntata. Napoli

Arte Povera 2011, nuova puntata. Napoli

Arte Povera 2011, una nuova tappa del complesso percorso espositivo curato da Germano Celant in sei città d’Italia fa tappa…


Arte Povera 2011, una nuova tappa del complesso percorso espositivo curato da Germano Celant in sei città d’Italia fa tappa anche a Napoli, al museo MADRE (www.museomadre.it ), dove l’esposizione, dal titolo Arte Povera più Azioni Povere 1968, punta l’accento tra l’altro sull’esplosione, proprio in quel periodo, del concetto di arte come performance. Al via oggi, 11 novembre, rimarrà allestita fino al 20 febbraio.

Da troppo tempo al centro delle bufere, prima per i tagli, poi per le accuse piovute addosso alla direzione di Eduardo Cicelyn, polemiche alle quali Vittorio Sgarbi s’è accodato con una certa compiacenza, finalmente si torna a parlare del bel museo del centro storico di Napoli in occasione di una mostra importante. Museo che, eventi espositivi a parte, una visita la merita tutta, anche per il notevole nucleo di opere dell’Arte Povera che custodisce tra le sue mura ultracentenarie.

Lavori di Luciano Fabro e Jannis Kounellis, Giovanni Anselmo, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone e Gilberto Zorio sono diventati, nei sette anni di vita del MADRE, elemento fondamentale della sua stessa fisionomia.

Curata da Celant assieme ad Eduardo Cicelyn la tappa napoletana costituisce un contributo significativo nella ricostruzione storica dell’Arte Povera messo in atto dall’evento nella sua globalità, dove ogni museo chiamato a far parte del progetto accende i riflettori su un momento particolare del cammino di questo movimento che ancora influenza profondamente il pensiero artistico: dalla mitica mostra bolognese alla Galleria de’ Foscherari, nel febbraio 1968 raccontata al MamBo, alle influenze internazionali dei “poveristi” evidenziate dalla mostra al castello di Rivoli, all’affresco complessivo presentato dalla Triennale di Milano.

Il caso esplorato a Napoli fu uno degli eventi più importanti dell’arte contemporanea italiana e accadde alla fine degli anni Sessanta: la mostra svoltasi agli Arsenali di Amalfi nel 1968 e voluta dai galleristi Marcello e Lia Rumma. Una rassegna nella quale, lavori, performance e dibattiti dipanandosi in tre intense giornate all’inizio di ottobre, contribuirono a forgiare l’identità di un’arte destinata ad uscire dai canoni e dai territori tradizionali in favore di un intervento diretto nella vita e nel sociale.

Arte Povera più Azioni Povere 1968 è allestita nella suggestiva cornice nella Chiesa di Donnaregina,  annessa al Museo Madre aspira a ricostruire il clima e la prassi artistica di quello straordinario evento.

In mostra, opere storiche di Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Gianni Piacentino, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio.

Michelangelo Pistoletto Mappamondo 1966 1968 - Courtesy : Lia Rumma Carta di giornale pressata, ferro Lia Rumma
Giovanni Anselmo Senza titolo 1967 - Courtesy : Lia Rumma Legno, formica, livella a bolla d'aria, cunei d'acciaio
Gilberto Zorio Senza Titolo 1968 - Courtesy : Lia Rumma Ciotola di eternit, zolfo in polvere, calamita, polvere di ferro
Pistoletto, la Venere degli Stracci

 





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