Arte contemporanea. Alla Fondazione Prada una rivoluzione di 44 anni fa

Arte contemporanea. Alla Fondazione Prada una rivoluzione di 44 anni fa

Alla Fondazione Prada “When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013”
Ca’ Corner della Regina, Venezia dal 1 giugno al 3 novembre 2013


Per la serie alla Biennale d’arte gli eventi “collaterali” non esistono, anche perché a volte sono più interessanti di quelli non col-laterali, alla Fondazione Prada va in scena il rifacimento 2013_FP_03_IMG_WABF_2_installation_viewdi una mostra entrata nella leggenda. “Live in Your Head. When Attitudes Become Form”: a realizzarla, alla Kunsthalle di Berna nel 1969, fu Harald Szeemann; il curatore entrava con la sua scelta a piè pari nella scena – la pratica espositiva diventava così un vero e proprio medium –  e proponeva in uno straordinario intreccio di linguaggi l’opera di alcuni giovani rivoluzionari poi diventati tra i più significativi artisti del secondo ‘900, come Carl Andre e Joseph Beuys, Alighiero Boetti e Walter De Maria, Jannis Kounellis, Sol LeWitt, Mario Merz, Bruce Nauman, Claes Oldenburg a Robert Ryman.

A Ca’ Corner della Regina con la “When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013”, Germano Celant – che al tempo aveva da poco dato vita alla “guerrilla” dell’arte povera –  in dialogo con Thomas Demand e Rem Koolhaas ricostruisce letteralmente la mostra del 1969. Le bianche pareti, i pavimenti, le installazioni e gli oggetti d’arte originali troveranno posto nelle antiche sale del palazzo veneziano in una sovrapposizione destinata a generare nuove e inaspettate relazioni. La consapevolezza del divario temporale e storico è piena, ma l’idea intrigante è proprio questa: sperimentare la ri-esperienza, oggi, alla luce delle esperienze che in questi 44 anni si sono accumulate nella memoria storica, individuale, artistica, collettiva.2013_FP_04_IMG_WABF_3_installation_view

Una stagione lontana o incredibilmente vicina quella del ’69, votata completamente ai cambiamenti, alla sfida intellettuale che pretendeva l’arrivo di qualcosa d’altro.   Quanto sia rimasto di quella stagione è arduo da sommare, quel che è certo è che in momenti di crisi diffusa l’appello al cambiamento diventa urlo.  Allora ci sarà chi griderà al paradosso, intravedendo nella mostra il tentativo di restaurare una rivoluzione.
Sarebbe così se si trattasse della pura e semplice rivisitazione di quelle ricerche artistiche sviluppatesi a metà degli anni ’60 dalla Process Art alla Conceptual Art, dall’Arte Povera alla Land Art. In realtà qui sembra esserci qualcosa di più poetico, qualcosa che richiama la ricerca di un’ispirazione. E non è poco.

2013_FP_02_IMG_WABF_1_installation_viewDopo un’approfondita ricerca, compiuta a stretto contatto con gli artisti, i loro eredi e le loro fondazioni, e in collaborazione con Glenn Phillips, curatore del Getty Research Institute di Los Angeles che ospita l’archivio e la biblioteca di Harald Szeemann , la mostra propone le opere originali e presenti a Berna, quelle ritrovate e provenienti da importanti collezioni private e musei internazionali, nonché interventi site-specific, “re-enacted” direttamente o in collaborazione con gli artisti oltre a una selezione di fotografie, video, libri, lettere, oggetti effimeri e altri materiali originali relativi alla mostra del 1969 e al suo contesto. La mostra includerà anche materiali inediti provenienti dall’archivio di Szeemann. (http://fondazioneprada.org ) (a.d)

 





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