Arte, artisti e il corpo delle donne: una mostra alla Gnam

Arte, artisti e il corpo delle donne: una mostra alla Gnam

Il corpo femminile nell’arte del ‘900. Roma, Galleria nazionale d’arte moderna fino al 5 ottobre 2014. Una mostra a cura di Barbara Tomassi con la collaborazione di Flaminia Valentini per selezione di circa 130 opere, provenienti dalle collezioni della Gnam


Il sociologo francese Jean Baudrillard, diceva che la seduzione non appartiene alla sfera della natura, ma a quella dell’artificio e insieme a quella del segno e del rituale. Dunque è materia perfetta per l’arte. il corpo femminile come medium e come simbolo, come pretesto e come terreno di sfida: in ogni caso irrinunciabile anche per gli artisti del Secolo breve che anche sulla seduzione del corpo femminile hanno giocato la loro rivoluzione.

Una rivoluzione, quella delle avanguardie che talvolta non esclude “le belle apparenze”, come intitola la prima sezione. E così con Modigliani o con Man Ray, il nudo femminile continua ad offrire alla vista le linee morbide e sinuose di sempre. Terreno accogliente anche per artisti in fuga da norme e convenzioni, alla ricerca di trasgressione e provocazione.

Poi l’arte si destruttura e il corpo femminile con esso. La seconda sezione, intitolata “seduzione/sedizione”, introduce a quella sorte di eclissi del corpo (e della figura in genere) che accompagna la gran parte del Secolo dove il naturalismo viene totalmente superato a vantaggio di messaggi di natura diversa. Questa trasformazione la troviamo in mostra nelle opere, tra gli altri, di Gino Severini, Giuseppe Capogrossi, Carlo Carrà, Renato Guttuso, Manzù, Victor Brauner, Eric Heckel, Joan Mirò, Enrico Prampolini.

Non poteva mancare il racconto del corpo come puro e semplice “oggetto del desiderio”, dove la seduzione è talvolta ridotta a particolare anatomico, o a oggetto feticcio. Qui espressi nella bambola di Hans Bellmer, nella donna-scarpa di Salvador Dalì, nell’Objet mobile di Max Ernst.

Surrealismo in primo piano anche nella sezione “la bella e la bestia” dove si allude all’incontro, e alla sovrapposizione dell’elemento umano con quello animale, una confusione che ha sempre attratto e spaventato, e che nel gioco della seduzione esercitata dal nudo femminile, offre molteplici approdi: dall’inconscio e dall’automatismo dei Surrealisti al simbolismo di Picasso.

La mostra chiude con “La bella addormentata”, dove il corpo femminile abbandonato nel sonno, vulnerabile e passivo (condzione perfetta per l’essere femminile stando alle interpretazioni più misogine)  è tema ereditato dall’antichità, che ritroviamo nei nudi di Modigliani o nelle ninfe dormienti di Giorgio De Chirico. www.gnam.beniculturali.it





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