Archivio dell’Istituto Luce, memoria del mondo per l’Unesco

Archivio dell’Istituto Luce, memoria del mondo per l’Unesco

L’archivio di filmati e immagini dell’Istituto Luce nella lista della memora del mondo tutelata dall’Unesco


Ieri l’annuncio di questa importante inclusione da parte dell’Unesco che riconosce tutta l’importanza storica all’inestimabile patrimonio d’immagini e Cinegiornali dell’Istituto Luce.
Nella motivazione ufficiale si legge: “La collezione costituisce un corpus documentario inimitabile per la comprensione del processo di formazione dei regimi totalitari, i meccanismi di creazione e sviluppo di materiale visivo e le condizioni di vita della società italiana. Si tratta di una fonte unica di informazioni sull’Italia negli anni del regime fascista, sul contesto internazionale del fascismo (tra cui l’Africa orientale e l’Albania, ma va anche ben oltre le aree occupate dall’Italia durante il fascismo, soprattutto per quanto riguarda il periodo della Seconda Guerra Mondiale) e sulla società di massa negli anni 1920 e 1930”. Nato nel 1924 come strumento di propaganda del regime fascista, l’Istituto LUCE era la più antica istituzione pubblica destinata alla diffusione cinematografica a scopo didattico e informativo del mondo. il suo archivio – consultabile da tutti – supera abbondantemente l’era fascista, offrendo sconrci di realtà nell’Italia della ricostruzione e del boom. Nel 2009 la fusione con Cinecitta ha dato luogo alla Cinecittà Luce s.p.a.

L’archivio Luce va a fare compagnia alle vita e alle opere di Ernesto Che Guevara (dai manoscritti originali della sua adolescenza e giovinezza al diario della campagna in Bolivia, presentato da Bolivia e Cuba), alle pagine della raccolta Testimonianza, Yad Vashem di Gerusalemme, 1954-2004, presentata da Israele, e poi il Capitale di Karl Marx, il diario di viaggio di Vasco De Gama verso l’India, la collezione di documenti di Eleanor Roosevelt, l’archivio privato  di Oscar Niemeyer sono alcuni dei 54 beni (archivi, collezioni, raccolte di documenti) aggiunti al Memory of the World Register, approvati ieri dal direttore generale dell’Unesco Irina Bokova.
Questi nuovi elementi del patrimonio documentario sono stati proposti da 40 paesi e la Commissione internazionale per l’International Tracing Service (ITS). Sono stati poi valutati e consigliati dal Comitato consultivo internazionale per la memoria del programma mondiale, riunito a Gwangju (Corea del Sud) dal 18 al 21 giugno. Il Memory of the World Register ora include un totale di 299 fonti.
(a.d)





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