Archeologia: Mibact e Dallas Museum firmano accordo per restituzioni e prestiti

Archeologia: Mibact e Dallas Museum firmano accordo per restituzioni e prestiti

Accordo tra il MiBacT e il Dallas Museum of Art: sei reperti archeologici torneranno in Italia, altri saranno concessi in prestito al museo texano


L’accordo di cooperazione culturale a lungo termine tra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e il Dallas Museum of Art è stato siglato qualche giorno fa.  Con l’intenzione d’intensificare e promuove lo scambio interculturale tra USA e l’Italia, l’accordo prevede la restituzione di sei oggetti archeologici custoditi nel museo texano provenienti da vari siti italiani dove furono trafugati in anni diversi: si tratta di una coppia di scudi bronzei con testa di Acheloo; due crateri a volute apuli, un cratere a calice a vernice nera e un’antefissa etrusca a testa femminile. L’intesa, inoltre, prevede anche un prestito di reperti dalla tomba della necropoli di Spina, conservati nel museo Archeologico Nazionale di Ferrara.

 

Sono particolarmente soddisfatto per la felice risoluzione dei negoziati – ha dichiarato il ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, Massimo Bray,sia per la restituzione di sei oggetti di provenienza italiana che per lo splendido prestito, un gruppo di oggetti archeologici dalla necropoli di Spina conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, fruibile dal pubblico dei Stati Uniti. Ringrazio, inoltre, il Direttore del Museo di Dallas per la sua comprensione e anche tutti coloro che hanno contribuito alla felice conclusione di questo importante accordo culturale”.

LE OPERE RESTITUITE

 

 

Siamo onorati ed entusiasti di continuare la nostra collaborazione – dice il direttore del museo texano Maxwell L. Andersoncon i nostri colleghi italiani. E’una rara opportunità poter ammirare questi oggetti tutti insieme, ed evidenziare il loro ruolo combinato nelle pratiche funerarie antiche”.

 

C’è da rimarcare che a differenza di quanto avvenuto in passato in casi analoghi con i musei degli Stati Uniti, che questa volta non sono occorse azioni legali, ne’ reali, ne’ minacciate per recuperare le antichità saccheggiate, il Dallas Museum s’è infatti spontaneamente offerto di restituire gli oggetti, nel momento in cui non se ne poteva determinare la provenienza.

L’Italia ha intensificato la campagna delle restituzioni una decina di anni fa per recuperare i gli artefatti rubati. Tra i più famosi recuperi quello della Venere di Morgantina dal Getty Museum di Malibù e il Cratere di Eufronio dal Metropolitan Museum di New York. (r.v)

 

 

 

 





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