Archeologia dell’Amazzonia

Archeologia dell’Amazzonia

Antiche culture nella foresta
 


Ai piedi delle Ande, in una porzione dell’Amazzonia peruviana, vittima della deforestazione selvaggia e dove imperversano bande di terroristi e narcotrafficanti, stanno emergendo tracce di ben tre culture che si sono succedute, senza soluzione di continuità, nei millenni.

I reperti più antichi ed interessanti, recuperati dallo scavo eseguito sotto la direzione dell’archeologo peruviano Quirino Olivera Nú ñ ez, risalgono ad una cultura antichissima che prende avvio nel II millennio a.C. Si tratta di pitture sulle pareti di un tempio che rappresentano divinità, rituali e soprattutto mappe del territorio, in cui è indicato il tracciato dei fiumi.

Questa cultura è stata denominata “di Balsapuerto”, e gli uomini dell’epoca non erano solo cacciatori e raccoglitori, ma praticavano anche l’agricoltura, e i loro terreni si trovavano su terrapieni sopraelevati in maniera artificiale, circondati dalle acque.

I resti di questo tempio appena scoperto si trovano a Las Juntas, a nord di Bagua (stato di Amazonas), alla confluenza tra il fiume La Peca e l’Utcubamba.

La prima cultura “di Balsapuerto”, che ha lasciato queste preziose testimonianze nell’arte rupestre, scompare nella prima metà del I millennio d.C., e partire dal VI secolo compare il popolo degli Wari, il cui impero (il primo del continente sudamericano), tra il 500 e il 1000 si estendeva verso est, in direzione della foresta, tra Perù, Bolivia, Ecuador e parte di Cile e Brasile.

Dopo la loro disgregazione (avvenuta tra il 1000 e il 1100), una nuova popolazione occupò la regione fino al XV secolo, i cui resti materiali consistono in pezzi di vasellame di buona qualità ad uso alimentare, dipinto o inciso con temi di natura religiosa o rituale, che trovano confronti anche in America centrale, soprattutto in Honduras.

Ma l’elemento più straordinario degli scavi a Las Juntas sono proprio le grandi pareti argillose del tempio a cielo aperto, decorate con graffiti a temi religiosi, come le divinità che tengono in mano macabri trofei di teste umane a rappresentare sacrifici umani rituali.

Particolarmente interessante è il motivo a rete, che richiama altre culture peruviane come quella dei Moche, che fiorirà circa un millennio più tardi.

Attualmente la regione è abitata dagli Shawi, giunti fin dal XVI secolo, esponenti di una cultura pacifica dedita principalmente all’agricoltura. (m.t.)

 

Amazonia peruviana





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