Al Premio Mediastars i brand diventano opere d’arte

Al Premio Mediastars i brand diventano opere d’arte

L’evento si terrà nel chiostro medievale del Museo Diocesano di corso di Porta Ticinese 95 a Milano. Sarà aperto da una tavola rotonda e arricchito da una mostra d’arte contemporanea sul brand.


MILANO – Venerdì 12 giugno, dalle 18.00 i Chiostri di S. Eustorgio del Museo Diocesano ospiteranno le opere della Mostra Collettiva POP ICON curata da Christian Gangitano. Premio Mediastars, il premio tecnico della pubblicità, per l’edizione XIX oltre al consueto appuntamento con la tavola rotonda – argomento del dibattito sarà una riflessione di Seth Godin “Small is the new big” – arricchisce il suo format, dedicando proprio uno spazio all’arte che abbraccia la pubblicità.

 

I manga giapponesi, i fumetti, il cinema hanno ispirato artisti come Tomoko Nagao, Felipe Cardeña Street boys crew, Max Ferrigno, Giulia Oberholtzer, Carlo Cazzaniga che inseriscono in questi contesti gli elementi iconografici propri dei brand più noti.

Gli addetti al settore la chiamano appunto branded art, perché la réclame diventa espressione artistica e si eleva ad un piano di interpretazione inedito, sfruttando i codici dell’arte.

 

Un gioco di coppie antitetiche ironico per la giapponese Tomoko Nagao, in cui l’intreccio irreverente ma garbato tra oriente ed occidente diventa il pretesto per rivisitare i capolavori di Leonardo o Velasquez. E ancora, la combinazione delle convenzioni artistiche delle stampe tradizionali Ukiyo-e e Shin Hanga con i packaging più noti al mondo diventano un omaggio allegorico dei prodotti del consumismo e della globalizzazione.

 

I manga giapponesi sono centrali per la narrazione artistica del pop surrealista Max Ferrigno che rispolvera le sigle dei cartoni animati e recupera le merendine e i giochi che hanno contrassegnato la sua infanzia corroborandone la forza attraverso gli stati d’animo e le emozioni che si palesano nelle sue opere.

Misteriose e magiche proprio come gli artisti che le hanno create, sono le opere di Felipe Cardena e la Street Boys crew. Rappresentazioni floreali, quasi psichedeliche danno vita a un “kitsch colto”, dove anche in questo caso, le icone e le celebrità del passato diventano protagoniste.

 

La multimedia designer romana Giulia Oberholtzer rielabora l’anima artistica dei brand, talvolta in chiave tarantiniana e talvolta in quella marvelliana, mentre l’artigiano Carlo Cazzaniga, dopo aver reso protagonisti della sua arte gli omini Michelin, esplora il legno, modellandolo in un progetto che si chiama “The CUT is on the wall”.

 

L’evento è a ingresso libero su registrazione, all’indirizzo iscrizioni@mediastars.it

 





COMMENTI
Lascia una risposta

Vedi tutto