Abu Dhabi, in mostra il futuro Louvre

Abu Dhabi, in mostra il futuro Louvre

Il Louvre di Abu Dhabi aprirà solo nel 2015 ma parte della collezione è già in mostra


Lo sceicco Hazza bin Zayed Al Nahyan, vice presidente del Consiglio Direttivo di Abu Dhabi, ha inaugurato ieri “Nascita di un museo”, la prima presentazione ufficiale della collezione permanente del Louvre Abu Dhabi. Al Manarat Al Saadiyat, il centro espositivo d’arte di Saadiyat Island, in mostra fino al 20 luglio 130 opere d’arte che riflettono la futura narrazione del museo che quando sarà aperto ospiterà almeno 400 opere d’arte.
Antichi manufatti provenienti da tutto il mondo: Egitto, Turchia, Grecia, Mali che si affiancano ai maestri dell’arte occidentale d’ogni tempo in un percorso che attraversa le grandi civiltà per illustrare i collegamenti derivanti da quella comune esperienza umana che trascende la geografia, la nazionalità, la storia.

il progetto del Louvre

Progettato dall’architetto Jean Nouvel, il museo di Abu Dhabi sarà il primo ramo del Louvre fuori dalla Francia. Un progetto che in patria ha trovato anche forti contestazioni tra coloro che ritengono che si sia messa in vendita l’anima, l’affaire porterà al Louvre e ai musei partner francesi un miliardo di euro in 30 anni.

La caratteristica principale di questo museo è la sua esclusività,” ha dichiarato Olivier Gabet, il vice direttore curatoriale per Agence France Musei (l’agenzia che cura le collezioni del future museo), che ha spiegato che molti dei pezzi sono provenienti da collezioni private e non erano stati visti in pubblico prima d’ora.

Come il “Ritratto di signora” (1928) di Picasso, una gouache, inchiostro e lavoro di collage su carta acquistata da una famiglia europea che l’aveva ottenuta in dono dallo stesso artista. Probabilemnte rappresenta una musa della moda tra le due guerre mondiali, Natalie Paley, nipote dello zar Alessandro II di Russia e moglie del couturier Lucien Lelong.

E poi opere di Gauguin, Manet, Magritte, Klee, Mondrian e “pezzi” rinascimentali, come
La Vergine e il Bambino di Giovanni Bellini, acquisita a Londra nel 2009.
E a chi rabbrividisce nel vedere alcuni dei più preziosi tesori d’arte lasciare l’Europa in nome della universalità culturale, si può rispondere che il fenomeno non è nuovo, come America insegna. La mostra sarà presentata al Louvre di Parigi nel mese di ottobre. (a.d)

 





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