A Walter Siti il Premio Strega 2013

A Walter Siti il Premio Strega 2013

Walter Siti col suo “Resistere non serve a niente” è il vincitore del 67mo Premio Strega


Con 165 voti contro i 68 raccolti da Alessandro Perissinotto (Le Colpe dei padri, Piemme), Walter Siti s’è aggiudicato nella notte il premio letterario più prestigioso d’Italia. Era il favorito e, malgrado  le voci dessero in recupero i due diretti avversari (l’altro, Paolo De Paolo con Mandami tanta vita s’è fermato a 67 voti), l’affermazione  è stata pienissima. Si temeva, infatti, ancora un testa a testa, come fu l’anno scorso tra Trevi e Piperno, e lo Strega andò infine a quest’ultimo con un solo voto di scarto.

Walter Siti è nato nel ’47 a Modena, ma attualmente vive a Milano, già docente in diversi atenei italiani è curatore delle opere complete di Pasolini. Come narratore esordisce nel ’94 con Scuola di nudo cui seguono, tra gli altri, Troppi paradisi (Einaudi, 2006), Il contagio (Mondadori, 2008), Il canto del diavolo (Rizzoli, 2009) e Autopsia dell’ossessione (Mondadori, 2010). È’ autore di vari saggi letterari, tra cui Il realismo è l’impossibile (nottetempo, 2013).

Artefice di uno stile fortemente personalizzato, una sorta di griffe caratterizzata da un uso del presente definito “implacabile” (Piperno), dalla prima persona (la cosiddetta auto-fiction), da ellissi e “dialoghi mimetici”, con Resistere non serve a niente (Rizzoli), Siti mette in scena la vita di un “giocoliere” della finanza paventando un mondo dove la commistione mafia-alta finanza è dato reale. Lo scrittore ha sempre detto che si tratta di una sua ipotesi, che non ha mai preteso di mettere per iscritto una verità, ma che ha semplicemente adattato la storia al plausibile. Ma è noto che dove non arrivano le verità scientifiche giungono quelle letterarie…

Un ritratto ravvicinato di Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt’altro che privo di buoni sentimenti, forte di un edipo irrisolto e di inconfessabili frequentazioni. Intorno a lui si muove un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l’unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. Conosciamo un’olgettina intelligente e una scrittrice impegnata, un sereno delinquente di borgata e un mafioso internazionale che interpreta la propria leadership come una missione. Un mondo dove soldi sporchi e puliti si confondono in un groviglio inestricabile, mentre la stessa distinzione tra bene e male appare incerta e velleitaria. Proseguendo nell’indagine narrativa sulle mutazioni profonde della contemporaneità, sulle vischiosità ossessive e invisibili dietro le emergenze chiassose della cronaca, Siti prefigura un aldilà della democrazia: un inferno contro natura che chiede di essere guardato e sofferto con lucidità prima di essere (forse e radicalmente) negato.  

(a.d)     





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