Abiti popolari russi in mostra a Roma

Abiti popolari russi in mostra a Roma

Si possono ammirare una cinquantina di abiti popolari russi, tutti risalenti all’Ottocento e al ventesimo secolo. Sono provenienti dalle collezioni…


Si possono ammirare una cinquantina di abiti popolari russi, tutti risalenti all’Ottocento e al ventesimo secolo. Sono provenienti dalle collezioni del museo etnografico di San Pietroburgo e sino al 25 marzo rimarranno esposti al museo nazionale delle arti e tradizioni popolari di Roma nell’ambito del programma degli appuntamenti dell’anno della cultura e della lingua russa in Italia. La raccolta è già stata presentata nel 2009 a Parigi alla fondazione “Pierre Bergé – Yves Saint Laurent”.

I vestiti sono originari di diverse regioni della sterminata nazione est europea. Una rilevante parte di quelli in visione in queste settimane nella città eterna furono messi da parte e conservati a partire dal 1867, quando a Mosca si tenne la prima mostra etnografica. Il criterio adottato nella scelta degli indumenti proposti all’attenzione del pubblico è ben preciso: s’è voluto offrire la possibilità, anche ai non specialisti, di apprezzare la cultura di questo stato mostrando in maniera adeguata tutte le differenze e il valore estetico dell’abbigliamento tradizionale. I visitatori non faticano a rintracciare immediatamente i temi dell’evoluzione storica osservando gli abiti con le loro peculiarità, a cominciare dai luoghi in cui erano diffusi maggiormente, dai legami con la ritualità, e dall’età e dal sesso di chi li indossava. Non mancano, ovviamente, i principali tipi di abiti maschili e femminili usati sia ai tempi dello zar che dell’Urss tra i quali il più arcaico con la poniova, il sarafàn, un capo senza maniche, e quello abbinato a una gonna a righe. Ancora oggi, in alcune località, le donne anziane continuano a portare la poniova, la camicia, il perednìk ed il copricapo, secondo i modelli del passato. (Marco Fornara)





COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto