50 sfumature di Pompei

50 sfumature di Pompei

L’apertura della gigantesca mostra al British museum su Pompei ed Ercolano e la sit com “Plebs” ispirata dai graffiti romani. Nel Regno Unito è già Pompei mania?


La mostra al British museum arriva all’apertura forte di una risonanza mediatica eccezionale, con pagine e pagine di quotidiani dedicati a raccontare della vita all’ombra del Vesuvio, dei pompeiani e dei loro presunti eccessi, libertà sessuali incluse, e poi di come doveva essere la quotidianità in quel 79 dopo Cristo quando nel giro di poche ore tutto finì travolto dall’eruzione vulcanica più celebre della storia. E se i dettagli piccanti (compresi qui curiosi oggetti che raccontano di certi culti priapici) sono quelli che certo renderanno la mostra “appassionante” per il pubblico più distratto, a incasellare nuovi pezzi nel puzzle dell’immaginario dei britannici ci pensa la sit com Plebs, in onda da qualche giorno su ITV2.

Una sit com senza imperatori né gladiatori, senza eroi né mostri  ma con tre normalissimi idioti di duemila anni fa: Marcus, Stylax e il loro schiavo pigro Grumio, interpretati rispettivamente da Tom Rosenthal, Joel Fry e Ryan Sampson. Hanno un lavoro deprecabile, lottano per incontrare nuove donne e costantemente si sentono inadeguati. Insomma, nulla cambia sotto il sole e infatti la serie pare sia stata ispirata da quei banalissimi graffiti pompeiani che tanto somigliano agli aggiornamenti di stato di Facebook  come quel “Publio Comicius Restitutus stava proprio qui con suo fratello” ma che spesso, al contrario di quanto concede FB, erano decisamente hard (roba da bar dell’Autogrill per intenderci). Morale della favola uno dei  Plebs si becca l’herpes, uno sperpera i soldi per i biglietti della lotteria e l’altro è un accanito pornografo e quasi ci sembra di conoscerli. (a.d)





COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto