Uomini e Donne: trono gay e Carlo Giovanardi tuona

Uomini e Donne: trono gay e Carlo Giovanardi tuona

Maria ha detto no ai troni gay e no a un C’è posta per te con i gay e l’onorevole Giovanardi ha parlato.


Sono due giorni che in rete infiamma un argomento che per la prima volta è stato esplicitato, ma di cui comunque si parlava da tempo. Maria De Filippi è “rea” di essere una delle donne più potenti della televisione italiana e la sua forte personalità le ha dato la possibilità di ideare programmi che piacciono a tutto il pubblico italiano.

Il successo di Amici dura ormai da 12 anni e anche Uomini e Donne riesce ad essere sempre e comunque uno dei programmi più visti della televisione generalista, idem C’è posta per te e ovviamente c’è chi ha fatto una specifica richiesta a Maria De Filippi, colei che comunque mette d’accordo giovani e adulti e tutti i tipi di telespettatori: inserire, all’interno di Uomini e Donne e C’è posta per te, rispettivamente un trono gay e buste da aprire per persone gay.

Nonostante queste richieste, Maria De Filippi, tramite una chat con i fan ha spiegato perché l’omosessualità è destinata a stare lontana dagli schermi dei suoi programmi:

“Forse Uomini e Donne avrebbe un problema pratico: i corteggiatori avrebbero possibilità di vedersi di incontrarsi anche due volte a settimana e se nascessero storie d’amore, verrebbe meno l’assunto del programma. Per C’è posta, spesso ci ho pensato, sono arrivate delle richieste, ho però una remora: il compagno o la compagna invitato al buio (come il presupposto vuole), laddove non fosse dichiarato, sarebbe contento/a di vedere rivelato il suo orientamento sessuale?”

A dire la sua in merito a questo dibattuto argomento che tanto sta a cuore alla comunità LGBT che richiede una visibilità normale in televisione, ci pensa l’onorevole Carlo Giovanardi, che da sempre si scaglia contro l’omosessualità e le persone omosessuali. Intervistato da Klaus Davi, fa sapere:

“Constato che le lobby gay sono molto potenti e evidentemente muovono miliardi. Se dovesse andare in onda Uomini e Donne gay, impedirei a mia nipotina minorenne di guardare il programma. Ai miei nipoti di 4 anni e 5 anni non li metterei davanti alla tv a vedere una cosa così. Avranno col tempo una loro sessualità ma non lo metto da minorenne e da bambino davanti alla tv dove ci sono scene di sesso esplicito. È chiaro che a un bambino di 4 o 5 anni che vede scene di questo tipo cosa gli spiego? Che è un’anomalia? E allora può chiedermi perché ho una mamma e un papà e li ci sono due papà?”.

E’ bene comunque sottolineare che, qualora si prende parola su un argomento, è bene conoscerlo. Proprio per questa ragione, l’onorevole Giovanardi sembra non aver mai visto neanche una puntata di Uomini e Donne, visto che non ci sono scene di sesso esplicite. Nonostante questo, rincara la dose:

“Se penso che ormai da anni in tutti i festival del cinema, nelle fiction, in tv, c’è un overdose di programmi gay non posso che constatare che la moda è quella di rappresentare situazioni di questo tipo. Le lobby gay sono potentissime anche dal punto di vista economico quindi il fatto che ci sia riproposto costantemente e insistentemente questo modello è un fatto culturale che rischia di offuscare il modello eterosessuale. Lo scandalo non è la singola trasmissione”.

(b.p.)





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