Sara Tommasi: il porno della disperazione di una donna sola

Cosa pensa una coetanea di Sara Tommasi dopo aver visto il suo video porno? Non ci sono alieni che tengano, c’è soltanto l’ennesima etichetta da gestire e probabilmente anche male..


Ciao Sara Tommasi,

(quanto segue è una lettera aperta di una ragazza al personaggio tanto discusso di Sara Tommasi, simbolo della vacuità dei rapporti umani nella società dello scandalo e della comunicazione)

sono una tua coetanea e visto il baccano che hai creato attorno a questo porno che hai girato per sbaglio/per incoscienza/perché rapita dagli alieni, quando ho saputo che alcuni miei colleghi di sesso maschile lo avevano a disposizione ho voluto visionarlo con loro e sono contenta di averlo fatto.
Sono contenta perché tra una risata e l’altra, ho notato che anche gli uomini di fianco a me  avevano lo stesso moto di compassione. Eh sì Sara, compassione.
Nessuno sa perché tu abbia deciso di fare un video del genere (nemmeno ti diverti mentre pratichi una delle attività più piacevoli dall’alba dei tempi) ma quel che è certo è che dopo averti visto c’è solo di che essere felice.

Felice perché io so cosa significhi essere una donna. Perché io ho quella consapevolezza che a te manca. Sei tanto giovane e tanto bisognosa di attenzioni che non hai saputo salvaguardare il tuo privato, la tua fisicità, la tua sessualità. C’è un limite tra sesso e sessismo. Un confine tra lo scherzo che fa ridere e quello che ferisce. C’è differenza tra libertà di autodeterminarsi e essere abusate o vittime di se stesse. Io questi limiti li conosco, tu a quanto pare no.

Forse volevi quel quarto d’ora di fama, che anche altre colleghe hanno avuto sui media, ma che hanno sfruttato  senza diventare a loro volta medium. Hai ottenuto solo l’ennesima etichetta difficile da gestire. Ex bocconiana, ex isolana, ex partecipante a festini dei potenti e ora anche ex attrice porno fallimentare.
Sara che tu ora vada assieme a Claudia Koll a Medjugorje, o trovi la tua via per l’illuminazione, il risultato non cambia. Per me resti il prodotto di quella cultura mediatica che mesi fa ha portato tante donne a ribellarsi per l’immagine del copro della donna che ne deriva. Un prodotto vuoto come i tuoi occhi, come gli occhi di chi trova divertente o interessante il tuo video.

Sono davvero dispiaciuta per te.  Mi chiedo dove fossero i tuoi amici, i tuoi genitori, le persone che ti vogliono bene, quando ha pensato di fare il boom con questo video. Se mai io fossi impazzita a tal punto qualcuno mi avrebbe fermato. Pr cui penserò al tuo video come al porno della solitudine e mi sembrerà meno triste per le donne italiane.

Buona illuminazione,

Arianna
(donna, sconosciuta, precaria e integra)





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